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Fondazioni al servizio della ricerca

Sono le Fondazioni di origine bancaria a sostenere la ricerca scientifica nel settore agroalimentare, intervenendo dove il settore pubblico e quello privato spesso non arrivano per mancanza di fondi. Lo ha spiegato l’avv. Giuseppe Guzzetti, Presidente di Acri - Associazione che riunisce le citate Fondazioni e le Casse di Risparmio spa – e di Fondazione Cariplo, nel corso del suo intervento all’Università Cattolica di Cremona per l’apertura dell’anno accademico 2015/2016. In base al XX Rapporto ACRI 2014, sono infatti ben 61 le Fondazioni operanti a sostegno della Ricerca e Sviluppo e ben 114,4 i milioni di euro erogati in un anno.

 

Guzzetti, di fronte a una platea di accademici, studenti e istituzioni, si è soffermato in particolare sul tema del trasferimento della conoscenza nel settore agro-alimentare, un settore che rappresenta l’eccellenza del Made in Italy  nel mondo e comparto vincente in termini di fatturato, numero di imprese e occupazione. Fare ricerca per l’agroalimentare significa innovare le imprese e le filiere, trasferire competenze, migliorare la sostenibilità ambientale e soprattutto la qualità e salubrità dei prodotti.

Nella relazione di Guzzetti non poteva mancare un ampio spazio dedicato ad Ager (Agroalimentare e ricerca), un esempio concreto del sostegno delle Fondazioni alla ricerca scientifica nell’agroalimentare. Un progetto iniziato nel 2008 con la prima edizione ed i primi fondi per lo sviluppo di un settore così strategico (guarda la nostra sezione dedicata al progetto). Un passaggio dell’intervento del Presidente di Acri ha naturalmente sottolineato l’importanza dell’attività di trasferimento e comunicazione dei risultati della ricerca, uno dei principali obiettivi di Ager. Perché comunicare i risultati significa fare uscire la ricerca dai laboratori e assegnarle un valore quotidiano concreto.

«In questa mia relazione – ha concluso Guzzetti - ho parlato del ruolo delle Fondazioni di origine bancaria, di Università che producono innovazione, di imprese dinamiche e moderne, di cittadini sempre più interessati ai temi della qualità e sicurezza alimentare. Sono convinto che grazie all’impegno di tutti questi soggetti nella diffusione e nel trasferimento di conoscenze acquisite con la ricerca, il settore agro-alimentare continuerà ad essere fiore all’occhiello del Made in Italy  e volano di crescita e sviluppo per i territori.»