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Olio negli alimenti? Meglio di oliva!

Non sono riportati nelle etichette degli alimenti ma fanno male, soprattutto a bambini e giovani. Sono i contaminanti a base di glicerolo presenti nell’olio e nei grassi di palma - e in altri oli vegetali e nelle margarine - considerati tossici e potenzialmente cancerogeni per tutte le fasce d’età, in particolare quella giovanile.

E’ questo il risultato di un recente studio condotto dagli esperti dell'Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare) sul processo di lavorazione dell’olio e grassi di palma. Secondo l’Efsa quando gli oli vegetali vengono raffinati ad alte temperature si formano tre contaminati pericolosi per la salute: il GE (estero glicidico degli acidi grassi), il 3-monocloropropandiolo (3-MCPD) e il 2-monocloropropandiolo (2-MCPD) e loro esteri degli acidi grassi.
Sigle che possono apparire innocue e invece mettono a rischio la salute. Basti pensare che il GE è tossico per i geni ed è cancerogeno e quindi non dovrebbe essere presente negli alimenti. Anche il 3-MCPD è sospettato di essere cancerogeno, mentre per il 2-MCPD non ci sono dati scientifici sufficienti per stabilire se sia o meno sicuro per l’uomo.
Secondo il dossier Efsa i più esposti sono i  giovani, fino a 18 anni di età, ma i contaminanti sono davvero pericolosi per i lattanti, che si nutrono di pochi alimenti dove tendenzialmente sono presenti. E non sono solo i giovani ad essere colpiti, ma anche il consumatore di ogni età.

I risultati della ricerca serviranno alla Commissione europea per valutare come gestire i potenziali rischi per i consumatori, anche se al momento non è stato fissato nessun limite alla presenza di oli vegetali, in particolare di palma, negli alimenti. Un segnale positivo concreto arriva dalle aziende agroalimentari aderenti all’Aidepi (Associazione Industriali della pasta e del dolce italiani) che - dopo i dati diffusi dall’Efsa e alcune importanti campagne contro l’olio di palma - hanno deciso di rinunciare ai grassi tropicali nella produzione dei prodotti dolciari. Anche le principali catene della GDO stanno ritirando i prodotti a marchio dove è ancora presente olio di palma e hanno dichiarato che d’ora in avanti utilizzeranno olio di oliva e oli monosemi come il girasole e il mais. Segno che l’opinione pubblica può contribuire a modificare in maniera significativa una tendenza commerciale, in attesa di una legge che regolamenti in maniera chiara la presenza di alcuni particolari grassi vegetali negli alimenti.

Leggi il dossier EFSA