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La Fondazione CRC in campo per la difesa della vite

I viticoltori hanno un nuovo alleato. E’ la Fondazione CRC (Cassa di Risparmio di Cuneo), che ha finanziato INTEFLAVI, un progetto di ricerca scientifica in campo agroalimentare con l’obiettivo di combattere e limitare la diffusione della Flavescenza dorata della vite, fenomeno diffuso anche sul territorio di Cuneo.

Si tratta una grave malattia provocata da un fitoplasma (microrganismo simile a un batterio) che vive nei vasi floematici della vite - in pratica le arterie della pianta - e viene trasmesso attraverso la puntura di un insetto. Per questo l’infezione si può propagare molto velocemente e, se non controllata, causa la distruzione di interi vigneti.

Il progetto prevede la messa a punto di nuove strategie di difesa. Nel febbraio 2016 sono stati presentati i risultati intermedi, che da un lato portano conferme e dall’altro offrono nuove possibilità di azione. Sono stati identificati marcatori genetici che aprono la strada allo sviluppo di tecniche per indurre la guarigione spontanea delle piante. Un altro risultato ha riguardato la lotta contro l’insetto vettore del fitoplasma, che pur non risolvendo il problema rimane indispensabile: nel progetto sono state sviluppate nuove tecniche di tracciatura della diffusione del fitoplasma. Si è inoltre definito che il materiale di propagazione ottenuto da piante guarite dalla malattia non produce piante resistenti, perciò se esse vengono nuovamente infettate si riammalano.

Autorevoli e di grande esperienza i partner scientifici, che comprendono il Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari (DISAFA) dell’Università degli Studi di Torino e il gruppo di ricerca FITOPLASMOSI del CNR - Istituto di Virologia Vegetale (Torino - Grugliasco). A questi si aggiungono un network di collaborazioni consolidate con gruppi di ricerca italiani ed europei, tra i quali spiccano l’Università di Udine, l’Università di Padova, l’Università di Bordeaux e il National Institute of Technology di Ljubljana.

L’attività, di durata triennale, è partita nel 2014 con un budget previsto di 515 mila euro. La Fondazione CRC ha sostenuto il progetto con 300 mila euro. Gli altri sostenitori sono la Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, la Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, il Consorzio Tutela Barolo e Barbaresco, il Consorzio Tutela del Roero, il Consorzio Tutela Vini d'Asti e del Monferrato e l'Associazione Albeisa.