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Migliorare la sostenibilità ambientale ed economica dell’acquacoltura: con SUSHIN si può

E’ possibile ridurre l’utilizzo di farine e oli di pesce utilizzati in acquacoltura, salvaguardando ambiente, produzione e qualità del pesce allevato? A dare una risposta decisamente affermativa sono i ricercatori del progetto SUSHIN (SUstainable fiSH feeds INnovative ingredients) che si concentreranno sullo studio di nuovi ingredienti per l’alimentazione di trota, branzino e orata.

 

Il team di ricercatori - formato da qualificati Università e centri di ricerca nazionali di alto profilo scientifico ed esperienza - riceverà da Ager un finanziamento triennale di 716.000 euro. Al progetto lavoreranno l’Università degli Studi di Udine - che ha la responsabilità scientifica di SUSHIN - l’Istituto Zooprofilattico dell’Abruzzo e del Molise, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), la Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige di Trento, l’Università degli Studi di Firenze, il Centro di Ricerca per la Produzione delle Carni e il Miglioramento Genetico del CREA e l’Università Politecnica delle Marche.

La ricerca punterà alla messa a punto di nuove diete, indagando diversi aspetti con tecniche avanzate e multidisciplinari. Si valuterà il valore nutritivo di nuovi ingredienti e alimenti zootecnici che costituiranno nuovi mangimi a base di farine ottenute da insetti, da sottoprodotti del macello avicolo, da crostacei e da microalghe. Grande spazio sarà riservato alle attività di laboratorio che coinvolgeranno gli allevamenti ittici a cui sono destinati in primis i risultati delle ricerche. Grazie alla collaborazione con un’azienda mangimistica sarà inoltre possibile quantificare gli aspetti commerciali e di redditività economica correlati all’introduzione delle innovative diete. I nuovi mangimi verranno quindi valutati in base a criteri economici - intesi come produttività e redditività per le imprese - e di salvaguardia ambientale e consenso da parte del consumatore nei confronti di pesci allevati con diete sostenibili e con alti standard qualitativi. Infine è assicurato l’accesso ai database e a tutte le informazioni per fare conoscere come evolve la ricerca e per trasferire agli allevatori i risultati ottenuti.

La ricerca fornirà quindi un grosso contributo per consolidare la leadership del pesce allevato Made in Italy, garantire ai consumatori un prodotto di alta qualità, coniugare produzioni economicamente sostenibili con il rispetto dell’ambiente. In questi obiettivi, SUSHIN si affianca a Fine Feed For Fish, il secondo progetto che Ager finanzia per sostenere l’acquacoltura italiana e che ha come capofila l’Università degli Studi dell’Insubria (Varese).

L’inizio delle attività è previsto per l’autunno 2016.