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Olivo: delusioni in vista per la campagna 2016/2017

Non è una buona annata per la produzione olearia 2016. Lo affermano CNO - Consorzio Nazionale degli Olivicoltori - e UNASCO - l’Unione Nazionale di Associazioni Coltivatori Olivicoli - sulla base dei dati raccolti nelle diverse realtà olivicole nazionali.

L’andamento negativo è dovuto sia all’alternanza produttiva - il 2016 era già atteso come anno di “scarica” - che alle condizioni micro e macro climatiche sfavorevoli: pioggia associate a fresco e umido hanno stimolato lo sviluppo di parassiti e patogeni che sono risultati difficili, se non impossibili, da controllare.

In generale, ma con le dovute eccezioni, la primavera umida e piovosa ha influenzato negativamente la fioritura e l'allegagione a cui sono seguiti ripetuti attacchi di mosca. Per la produzione convenzionale si è cercato di limitare i danni con monitoraggi e trattamenti larvicidi ma nel caso di produzioni biologiche i danni sono stati davvero importanti. In molti casi, particolarmente nelle piccole aziende, si è arrivati a non raccogliere il prodotto.

Sulla media produttiva nazionale ha inciso, soprattutto, la percentuale negativa delle regioni meridionali vocate all’olivicoltura, anche se fortunatamente ci sono ampie aree in cui la produzione sembra aver mantenuto o superato il livello dell’annata precedente. Al Centro Nord è il caso della Toscana (+2%) e dell’Umbria (+12%) che, assieme al Veneto (+1%), sono le uniche a livello nazionale con un segno positivo.

Ma come hanno reagito i mercati? Dopo la fase stabile del periodo estivo, la quotazione media dell’extravergine nazionale è progressivamente aumentata, in particolare nel mese di settembre, passando da 4,13 €/kg (netto Iva) della fine di agosto agli attuali 4,40 €/kg, con un incremento del 6,54%. Le prospettive non confortanti di questa campagna - che per analogia ricorda quella del 2014/15 - da molti indicata come una delle peggiori degli ultimi 80 anni, tendono ad incrementare il valore degli stock e spingono i prezzi al rialzo.

I prezzi dell’olio d’oliva italiano saranno comunque inevitabilmente influenzati oltre che da condizioni e circostanze locali e nazionali anche dai quantitativi prodotti negli altri paesi del bacino del Mediterraneo. E’ prevista una contrazione della produzione anche in Grecia, Portogallo, Marocco e Tunisia, mentre per Spagna e Turchia le stime di produzione prevedono dei segni positivi rispetto alla scorsa campagna.

Fonte: CNO - Consorzio Nazionale degli Olivicoltori