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Università e ricerca italiane hanno importanti punti di forza ma anche debolezze strutturali e carenze che hanno generato, in questi anni, abbandoni di carriera e la cosiddetta “fuga dei cervelli”. A descrivere e valutare il loro stato di salute è il secondo Rapporto biennale sullo stato del sistema universitario e della ricerca pubblicato dall’ANVUR - Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca.

Arriva una boccata d’ossigeno per la ricerca scientifica italiana che potrà, almeno in parte, fermare quella che viene ormai comunemente definita “Fuga dei cervelli”. Ammontano a circa 2,5 miliardi di euro i fondi pubblici messi a disposizione dal Programma Nazionale per la Ricerca (PNR) che definisce la direzione e le aree di sviluppo competitive della ricerca italiana nel periodo 2016-2018. All’interno sono definite dodici aree di specializzazione della ricerca applicata e indicate quattro priorità: agrifood, aerospazio, industria 4.0 e salute. 

Si chiama RRI Tools ed è un toolkit interattivo, accessibile a tutti che fornisce buone pratiche e idee per facilitare la relazione tra scienza e società. Obiettivo è di coinvolgere ricercatori, cittadini, policy maker e imprese in un dialogo costruttivo, per renderli attivamente partecipi all’intero processo di ricerca e innovazione. Il tutto per adeguare i risultati delle ricerche ai valori, ai bisogni e alle aspettative della società europea, applicando modalità di ricerca eticamente responsabili.

Si terrà a Edimburgo dal 20 al 23 settembre “The Aquaculture Europe 2016 - Food for thought”, uno dei più grandi eventi internazionali dedicati all’acquacoltura, un settore fondamentale per garantire l’approvvigionamento di pesce in Europa. La conferenza è organizzata dall’ European Aquaculture Society in collaborazione con la Marine Scotland e la Marine Alliance for Science and Technology for Scotland. Il titolo scelto evoca immediatamente l’obiettivo dell’evento: evidenziare l’importanza del cibo come nutrimento e come stimolo per la mente e le idee. Proprio quelle idee necessarie alla rinascita di un settore che, come affermano gli stessi organizzatori, dal 2000 si è sostanzialmente fermato a livello di investimenti e di volume di pesce prodotto.