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Dal prossimo 19 aprile 2017 sarà obbligatorio indicare nelle etichette del latte e dei prodotti lattiero-caseari l’origine della materia prima in maniera chiara, visibile e facilmente leggibile. L’obbligo riguarda le etichette sulle confezioni di latte vaccino, ovicaprino bufalino e di altra origine animale e naturalmente tutti i derivati come il burro, lo yogurt, la mozzarella, i formaggi e i latticini. Si tratta di un'importante operazione di trasparenza nei confronti del consumatore, che li tutela dall’acquisto di latte non italiano e salvaguarda il nostro Made in Italy.

Dal primo luglio 2017 anche le farine di insetto potranno essere utilizzate nei mangimi in acquacoltura. Lo ha stabilito lo scorso 13 dicembre la Commissione Europea, equiparando questa fonte proteica a quella di avicoli e suini, il cui impiego è già possibile dal 2013 (Reg. EC No 56/2013). L’uso delle proteine animali trasformate (PAT) era stato vietato nel 2011 (Reg. EC No 999/2011) a seguito dell’emergenza dell’encefalopatia spongiforme bovina (BSE). Per gli insetti il divieto si è protratto nel tempo a causa di una mancanza di regolamentazione legata ai siti di trasformazione in farine. L’autorizzazione è stata ottenuta anche a seguito delle positive evidenze scientifiche rese possibili grazie agli sforzi di numerose istituzioni ed enti di ricerca. L’argomento tuttavia è ancora ampliamente da investigare e questa sarà una delle linee di ricerca del progetto Fine Feed For Fish - 4F, sostenuto da Ager.

Sono 16,6 milioni gli italiani che nell'ultimo anno hanno ridotto il consumo di carne mentre 10,6 milioni hanno diminuito il consumo di pesce, 3,6 milioni la frutta e 3,5 milioni la verdura. Lo rivela una ricerca del Censis «Gli italiani a tavola: cosa sta cambiando. Il valore sociale dell'alimento carne e le nuove disuguaglianze», presentata il 26 ottobre a Roma. Con il minore consumo degli alimenti di base della buona dieta italiana, spesso sostituiti con prodotti artefatti e iper-elaborati a basso contenuto nutrizionale, si minaccia l'equilibrio delle diete quotidiane delle famiglie e si generano nuovi rischi per la salute.

Si stima che nel 2050 la popolazione mondiale toccherà i 10 miliardi, una crescita demografica che farà aumentare la richiesta di prodotti alimentari del 70%. Come soddisfare questo crescente fabbisogno? Hanno provato a rispondere a questo quesito, davvero fondamentale, le aziende sementiere europee nel corso dell’annuale assemblea di ESA - European Seed Association. L’opinione, davvero unanime, dei mille delegati presenti è che sia proprio la ricerca scientifica sementiera la risposta più concreta alle future necessità alimentari, sostenendo al contempo l’agricoltura europea.

I settori Ager 2015

Acquacoltura

Olivo e Olio

Agricoltura di Montagna

Prodotti Caseari

Bando per la divulgazione dei risultati

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