Di Silvia Maiolo, Unversità di Venezia Cà Foscari, Dip. di Scienze Ambientali, Informatica e Statistica

 

Alla ricerca di nuove soluzioni mangimistiche, il progetto SUSHIN si è focalizzato su quattro fonti proteiche alternative:

  • una materia prima attualmente sottovalutata ma dalle interessanti proprietà nutrizionali, ossia la farina derivante da sottoprodotti della macellazione degli avicoli (polli e tacchini);
  • tre farine sviluppate solo di recente a partire da larve di mosca, da gamberi selvatici d’acqua dolce (appartenenti a una specie alloctona e invasiva in Italia) e da micro-alghe.

Accanto alle numerose linee di ricerca incentrate sulla qualità degli ingredienti e sul benessere delle specie ittiche allevate non poteva però mancare tutta una serie di valutazioni circa le possibili conseguenze ambientali derivanti dall’uso di tali ingredienti. Lo strumento scelto per l’esecuzione di tali valutazioni è la cosiddetta Analisi del Ciclo di Vita (nota in inglese con il nome di Life Cycle Assessment - LCA).

L’analisi ha previsto una lunga fase di raccolta dati, da poco ultimata, volta alla comprensione dei processi di lavorazione su cui si basa la produzione delle quattro farine proteiche sopracitate. Grazie alla preziosa collaborazione di varie aziende produttrici di tali farine, è stato cioè possibile ottenere informazioni dettagliate circa:

  • le risorse consumate per ogni formulazione, ossia i flussi di materia ed energia in entrata nel loro sistema produttivo (INPUT);
  • gli eventuali scarichi emessi in natura, ossia i flussi in uscita (EMISSIONI).

Un esempio semplificato dei processi relativi alla produzione di farina di insetto è riportato nella figura seguente.

figura 1.png

Schema semplificato della produzione di farina a partire da larve di mosca. La voce di input “MATERIALI” include la produzione e trasporto in azienda di tutti i materiali necessari all’ordinario svolgimento delle attività di allevamento e lavorazione (es. mangime; cassette per l’allevamento)

 

Terminata l’acquisizione dei dati, ha quindi preso il via la seconda fase, volta alla creazione di un modello digitale contenente tutti i sopracitati flussi. In questo modo è stato possibile creare una simulazione virtuale del processo di lavorazione alla base della produzione di ciascuna farina. Le simulazioni relative alle farine di avicoli, di gambero e di larve di insetto sono state ultimate, mentre quella sulle micro-alghe è nella sua fase conclusiva.

A partire dalle tre simulazioni già disponibili, sono infine state quantificate alcune significative categorie di impatto sull'ambiente, nello specifico: (i) il consumo di risorse naturali (Abiotic depletion); (ii) il contributo al riscaldamento globale (Global Warming); (iii) il contributo al tasso di eutrofizzazione delle acque (Eutrophication). I risultati preliminari di queste analisi sono stati sintetizzati nella figura seguente.

figura 2.png

Risultati preliminari dell’Analisi del Ciclo di Vita su tre delle quattro farine proteiche. Per confrontare tra loro le diverse opzioni, i valori sono riportati su una scala da 0 a 1, dove 0 corrisponde a un impatto ambientale nullo e 1 al valore massimo fra quelli ottenuti dalle tre farine.

 

I risultati hanno mostrato come la produzione di farina di gambero sia la meno sostenibile per quanto riguarda tutte le categorie di impatto considerate (e pertanto le è sempre stato attribuito il valore “1”). L'entità di tali impatti è principalmente dovuta al fatto che la produzione di farina di gambero è l'unico processo ancora allo stadio sperimentale e ha comportato quindi lungo tutta la filiera (e soprattutto nella fase di pesca) una serie di sprechi e di consumi che potrebbero essere ridotti ottimizzando il sistema.

La sostenibilità ambientale delle altre due alternative è sorprendentemente simile, soprattutto se si tiene conto del fatto che le larve di mosca possono essere allevate, per loro natura, in spazi molto ridotti e richiedono un processo di produzione e lavorazione molto più breve e semplice di quello previsto per gli scarti di macellazione avicola. Questi ultimi, benché si “portino sulle spalle” una parte del peso ambientale legato all’intera filiera del pollame (dall’uovo all’animale pronto per la lavorazione), hanno infatti mostrato delle performance ambientali molto incoraggianti. Un'analisi ancora più dettagliata di queste ultime due farine ha poi mostrato come tali impatti siano principalmente ascrivibili alla tipologia e quantità di mangime utilizzato durante la fase di allevamento degli animali e, in seconda istanza, alla tipologia di energia elettrica consumata (ossia quella della rete elettrica nazionale, tuttora costituita principalmente da energia proveniente da fonti non rinnovabili).

 

 

 

 

Un poster sul gambero rosso della Lousiana come possibile fonte di mangimi per l'acquacoltura è stato presentato a Capri, al secondo workshop organizzato da "Grab-it", Università di Napoli Federico II e  Associazione Scientifica Centro di Portici, (27-29 giugno 2018). Il titolo del workshop (“Organic farming and agroecology as a response to global challenges”), ha fornito una bella occasione per esporre le tematiche del progetto Sushin mediante un poster ("Lousiana red crayfish meal: a novel functional feed for organic fish diets?"), presentato da CREA e Univ. di Udine. Il  poster ha illustrato le possibilità di uno sfruttamento del gambero rosso della Lousiana, specie invasiva, in allevamenti di pesce certtificati "bio".
 
"UNICUSANO UP MAGAZINE", programma radiofonico su Radio Cusano Campus, ha ospitato un intervento del dott. Fabrizio Capoccioni, ricercatore del Centro di ricerca di Zootecnia e Acquacoltura del CREA. Tema dell'intervista il problema del Gambero rosso della Louisiana, una delle specie aliene invasive più dannose in Italia e in Europa. Il progetto SUSHIN sta sperimentando, insieme ad altre materie prime sottoutilizzate, una farina ottenuta da questo crostaceo per verificare se possa diventare un ingrediente sostenibile per l'acquacoltura del futuro.
 
Questo il link per ascoltare la radiointervista.

Aquafarm, evento internazionale dedicato alle buone pratiche e alle tecniche innovative per la produzione sostenibile di cibo dall'acqua, si è svolto a Pordenone il 13 e 14 febbraio. Nutrita la partecipazione dei gruppi di ricerca che lavorno al progetto AGER Sushin, di cui hanno avuto l'occasione di discutere durante la loro presenza alla manifestazione (CREA, UNIUD, UNIVPM).

Qui la rassegna stampa di CREA.

Qui un poster collaborativo con autori di CREA, IZSAM e UNIUD.

Di seguito alcune immagini della partecipazione alla manifestazione.

Aquafarm, evento internazionale dedicato alle buone pratiche e alle tecniche innovative per la produzione sostenibile di cibo dall'acqua, si è svolto a Pordenone il 13 e 14 febbraio. Nutrita la partecipazione dei gruppi di ricerca che lavorno al progetto AGER Sushin, di cui hanno avuto l'occasione di discutere durante la loro presenza alla manifestazione (CREA, UNIUD, UNIVPM).

Qui la rassegna stampa di CREA.

Qui un poster collaborativo con autori di CREA, IZSAM e UNIUD.

Di seguito alcune immagini della partecipazione alla manifestazione.

Un nuovo articolo è stato pubblicato da CREA e IZSAM su Mangimi & Alimenti (N. 6, Ott. - Nov. 2017) dal titolo "Il gambero rosso della Louisiana: una specie aliena invasiva come potenziale ingrediente sostenibile per l'acquacoltura del futuro. Aspetti sanitari e nutrizionali". 

 articolo su Mangimi e Alimenti 2018 estratto

Qui il link all'articolo completo sul sito internet di Mangimi & Alimenti.

 

 

poster figura

Poster presentato ai convegni ASPA (giugno 2017, Perugia) ed EAS (ottobre 2017, Dubrovnik). Autori: Giorgia Gioacchini, Elisabetta Giorgini, Valentina Notarstefano, Gloriana Cardinaletti, Basilio Randazzo, Emilio Tibaldi, Ike Olivotto.

Link al poster scaricabile.

Silvia Ceschini, Fondazione E. Mach

La Fondazione Mach è coinvolta in un interessante progetto di ricerca triennale Ager denominato Sushin (Sustaninable fish feeds innovative ingredients) che ha lo scopo di individuare nuovi ingredienti da usare nell’alimentazione delle specie ittiche allevate in acquacoltura. In particolare, a San Michele, si terranno esperimenti e prove aziendali sul valore nutritivo dei nuovi mangimi e sulla sicurezza alimentare della trota. [...]

Link all'articolo pubblicato su "La Trota Trentina e il Salmerino Alpino".

Un articolo dal titolo di "SUSHIN, un progetto per produrre nuovi mangimi sostenibili per i pesci da allevamento e salvare molte specie dall’estinzione", è stato pubblicato da Silvia Ceschini (responsabile Ufficio Stampa della Fondazione E. Mach), sulla rivista "Il Pescatore Trentino".

L'articolo sarà disponibile dal sito della rivista con l'uscita del numero successivo (nr. 1 del 2018). Qui è possibile scaricarne una copia in pdf

Ager - Agroalimentare e ricerca,
è un progetto di ricerca agroalimentare promosso e sostenuto da un gruppo di Fondazioni di origine bancaria.

AGER
Presso Fondazione Cariplo
Via Manin n. 23 - Milano
cf 00774480156

Progetto Ager

Valentina Cairo
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Tel +39 02 6239214

Riccardo Loberti
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