Produttività e sostenibilità della filiera olivicola passano anche attraverso la biodiversità. Con il Progetto S.O.S. il gruppo di ricerca dell'Università di Sassari è impegnato nella caratterizzazione di tre varietà minori di olivo tradizionalmente coltivate in Sardegna. Si tratta di conoscere nel particolare queste varietà, facendo per ognuna una vera e propria carta d'identità per migliorare la produttività della filiera olivicola (resa in olive e in olio), garantendo la sostenibilità ambientale. Un patrimonio di biodiversità, studiato nei dettagli a livello di foglie, olive e oli ottenuti dalla spremitura e che sarà condotto sotto molteplici punti di vista: agronomico, biologico, chimico, fisico, genetico e termico.

Non è una buona annata per la produzione olearia 2016. Lo affermano CNO - Consorzio Nazionale degli Olivicoltori - e UNASCO - l’Unione Nazionale di Associazioni Coltivatori Olivicoli - sulla base dei dati raccolti nelle diverse realtà olivicole nazionali.

Non è una buona annata per la produzione olearia 2016. Lo affermano CNO - Consorzio Nazionale degli Olivicoltori - e UNASCO - l’Unione Nazionale di Associazioni Coltivatori Olivicoli - sulla base dei dati raccolti nelle diverse realtà olivicole nazionali.

Sustainability of the Olive - oil System – S.O.S.” è il titolo del  progetto che Ager – Agroalimentare e ricerca – sosterrà con un finanziamento di 812.000 euro, a totale copertura dei costi. Un S.O.S. che non è una richiesta aiuto ma di intervento d’urgenza per un settore, quello olivicolo, che si trova a superare alcune grosse difficoltà. La ricetta messa a punto da un gruppo di ricerca tutto italiano, punta a migliorare e rafforzare la sostenibilità della filiera dell’olio extravergine di oliva attraverso qualità e quantità delle produzioni, promuovendo la cultura dell’olio nel consumatore.

Manca poco alla partenza del Piano olivicolo nazionale. Tra le priorità il finanziamento della ricerca scientifica, i cui ambiti di intervento sono in piena sintonia con la ricerca promossa da Ager 

Accordo raggiunto lo scorso 13 novembre per dare finalmente il via al nuovo Piano olivicolo nazionale, uno strumento finanziario che prevede di erogare 32 milioni di euro, di cui 4 milioni nel 2015 e 14 milioni all’anno rispettivamente nel 2016 e nel 2017. L’intesa è stata siglata da Aipo, Assitol, Assofrantoi, Cno, Federolio, Unapol, Unaprol e Unasco, sotto la guida del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali. Attivata anche la sinergia con la Conferenza Stato-Regioni per arrivare all’approvazione del Piano in breve tempo, grazie anche all’integrazione delle risorse nazionali con quelle regionali.

Arrivati i progetti di Università e Istituti di ricerca per i settori dell’acquacoltura e olivicoltura. Ora inizia l’iter per la scelta dei progetti da finanziare.

Sono 71 i progetti presentati nell’ambito del progetto Ager 2015, di cui 27 per l’acquacoltura e 44 per l’olivicoltura, a seguito dei bandi pubblicati lo scorso 16 luglio. Gli enti hanno avuto tempo fino al 30 ottobre per candidare le proposte che porteranno innovazione e benefici a due tra i settori produttivi fondamentali dell’agroalimentare italiano.