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L’acquacoltura cresce, sfama il mondo e salva l’ecosistema marino

E’ uno dei settori agricoli e alimentari in maggiore espansione sul nostro pianeta e ogni anno fornisce la metà del pesce necessario al fabbisogno mondiale. L’acquacoltura - secondo i dati emersi dal rapporto EUFOMA (Osservatorio europeo del mercato dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura) della Commissione Europea - è un’attività non solo necessaria, ma anche importante in termini di sostenibilità e protezione dei consumatori. Senza l’acquacoltura non ci sarebbe abbastanza pesce per soddisfare le necessità e si dovrebbero aumentare in maniera esponenziale le catture in mare, compromettendo il delicato equilibrio dell’ecosistema marino.

 

Lasciando parlare i numeri, in Europa l’acquacoltura produce circa 1,25 milioni di tonnellate di pesce, pari a 3,5 miliardi di euro di fatturato e fornisce lavoro a oltre 80.000 persone. La tendenza di crescita del settore a livello mondiale è di quasi il 7% all’anno, anche se in Europa il volume prodotto è invariato dal 2000. In Italia esiste una vocazione all’acquacoltura, in particolare in regioni come l’Emilia-Romagna e il Veneto e siamo al quinto posto dopo Regno Unito, Francia, Grecia e Spagna.

Cosa produce l’acquacoltura? Il 50% dei prodotti europei sono molluschi, in particolare mitili e ostriche. Buona la produzione di pesci come il salmone, le spigole e le orate, che insieme rappresentano circa il 27% della produzione. Mentre il restante 23% corrisponde a pesci di acqua dolce, in testa trota e carpe. Ma gli allevamenti europei non coprono il fabbisogno di pesce, tanto che in Europa importiamo il 68% dei prodotti ittici. Una tendenza che ha condizionato le scelte e la riforma della Politica Comune della Pesca e che ha reso necessario fissare alcune priorità, al fine di garantire sostegno al settore. In particolare sono stati definiti degli orientamenti generali che dovranno guidare la produzione nei prossimi anni: norme sanitarie e ambientali di elevata qualità; miglioramento dell'accesso agli spazi e alle acque; riduzione degli oneri amministrativi; aumento della competitività.

Queste indicazioni sono dei veri e propri capisaldi che dovranno portare, nel periodo compreso tra il 2012 e il 2030, a triplicare la produzione di pesce allevato. Nel 2030, infatti, ci sarà una richiesta di prodotti acquiferi di ben 261 milioni di tonnellate e il 62% (rapporto ISPRA sullo stato della pesca in Italia) di questo fabbisogno dovrà essere assicurato dall’acquacoltura. L’allevamento di pesce, uno dei settori chiave dell’agricoltura, richiederà un sempre maggiore impegno anche a livello di ricerca e innovazione, tale da garantire una quantità adeguata di prodotto ottenuto con elevati standard salutistici e ambientali.

Ager - Agroalimentare e ricerca,
è un progetto di ricerca agroalimentare promosso e sostenuto da un gruppo di Fondazioni di origine bancaria.

AGER
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Progetto Ager

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Riccardo Loberti
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