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Iniziato l’iter italiano per l’etichettatura dei prodotti lattiero caseari

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inviato a Bruxelles il decreto che introduce l’indicazione obbligatoria dell’origine per i prodotti lattiero caseari in Italia, avviando di fatto l’iter autorizzativo previsto a livello europeo.

 

Si tratta di un sistema sperimentale che consentirà di indicare con chiarezza al consumatore la provenienza delle materie prime di molti prodotti come latte, burro, yogurt, mozzarella, formaggi e latticini. Un’iniziativa in linea con la recente raccomandazione del Parlamento europeo sulla tracciabilità degli alimenti (vedi articolo sul nostro blog)
Il decreto in particolare prevede che il latte o i suoi derivati dovranno avere obbligatoriamente indicata l’origine della materia prima in etichetta con le seguenti diciture:

a) paese di mungitura: nome del paese nel quale è stato munto il latte”

b) paese di confezionamento: nome del paese in cui il prodotto è stato confezionato”

c) paese di trasformazione: nome del paese nel quale è stato trasformato il latte”

Qualora il latte o il latte utilizzato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari, sia stato munto, confezionato e trasformato nello stesso paese, l’indicazione di origine può essere assolta con l’utilizzo di una sola dicitura, ad esempio “ORIGINE DEL LATTE: ITALIA”.
In ogni caso sarà obbligatorio indicare espressamente il paese di mungitura del latte.

Se le fasi di confezionamento e trasformazione avvengono nel territorio di più paesi, diversi dall’Italia, possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture:
origine del latte: paesi UE
origine del latte: paesi NON UE
origine del latte: paesi UE E NON UE.
Sono esclusi solo i prodotti Dop e Igp che hanno già disciplinari relativi anche all’origine e il latte fresco già tracciato.

“Siamo davanti a un passo storico – ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina – che può aiutare tutto il sistema lattiero caseario italiano. Parliamo di un settore che nel suo complesso vale più di 20 miliardi di euro e che vogliamo dotare di ancora più strumenti per competere. Ci sono analisi che dimostrano la propensione dei consumatori anche a pagare di più per un prodotto che sia d’origine italiana tracciata. Con questo decreto sarà possibile sfruttare questi spazi, perché finalmente i consumatori potranno essere pienamente informati.”

Da un’indagine demoscopica commissionata da Ismea, il 67% dei consumatori italiani intervistati si dichiara disposto a pagare dal 5% al 20% in più per un prodotto lattiero caseario che abbia chiara in etichetta la sua origine italiana. Per 9 italiani su 10 è importante conoscere l’origine delle materie prime e questo per il rispetto degli standard di sicurezza alimentare, in particolare per latte fresco e i prodotti lattiero-caseari. Si è espresso così, infatti, il 95% degli oltre 26 mila partecipanti alla consultazione pubblica online tra i cittadini sulla trasparenza delle informazioni in etichetta dei prodotti agroalimentari, svolta sul sito del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.

I numeri del settore lattiero caseario italiano

Fase agricola

34 mila allevatori
1,8 milioni di vacche da latte
11 milioni di tonnellate di latte vaccino prodotto di cui 50% circa trasformato in formaggi DOP.
4,8 miliardi di euro valore della produzione

Fase industriale

3400 imprese
39 mila occupati
14,5 miliardi di euro di fatturato

FONTE: MIPAAF