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Sono ottanta i progetti di ricerca che aspirano ad aggiudicarsi i fondi messi a bando da Ager  per due comparti strategici dell’agroalimentare italiano: Agricoltura di Montagna e Prodotti lattiero-caseari. I progetti presentati per valorizzare l’agricoltura nelle zone di montagna sono trentadue; mentre sono quarantotto le proposte candidate per lo sviluppo del settore lattiero - caseario, di cui ventisette dedicate all’intera filiera produttiva e ventuno che affrontano specifiche esigenze di ricerca all’interno della stessa filiera.
Prima riunione operativa per i partner di VIOLIN - VAlorization of Italian OLive products through INnovative analytical tools, il progetto di ricerca sostenuto da Ager con un milione di euro, che punta a valorizzare l’olio extra vergine di oliva, i sottoprodotti della lavorazione e la creazione di una cultura dell’olio italiano di qualità. Nel corso dell’incontro, che si è tenuto lo scorso 7 giugno al polo Annunziata del Dipartimento CHIBIOFARAM dell’Università di Messina, si è fatto il punto sulle prime fasi della ricerca, iniziata ufficialmente il 15 marzo.

L’olivicoltura tra i temi della giornata dell’orientamento all’Università Mediterranea di Reggio Calabria

Migliorare e rafforzare la sostenibilità della filiera dell’olio d’oliva, puntando a un prodotto di qualità e promuovendo la cultura dell’olio nel consumatore. Sono gli obiettivi del progetto Sustainability of the Olive oil System - S.O.S. presentati nel corso di 'Agraria Open Day', la giornata di orientamento che si è tenuta lo scorso 5 maggio presso il Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, partner del progetto S.O.S.

Lo scorso 8 aprile si è celebrato in tutta Italia lo Slow food Day, un appuntamento che ogni anno richiama migliaia di visitatori, interessati ai valori del buon cibo, pulito e giusto. L’obiettivo dell'evento è quello di promuovere i valori di sostenibilità ambientale e alimentare, da tempo sostenuti con forza dall’associazione della Chiocciola, una tra le più attive a livello internazionale nella valorizzazione della cultura eno-gastronomica rispettosa degli ecosistemi e dei saperi locali. Tra i numerosi eventi in calendario, distribuiti in trecento piazze italiane, la condotta Slow Food di Bari ha promosso un intenso programma di manifestazioni, offrendo percorsi emozionali che incrociano arte, cinema, cibo, vino e territorio. Il progetto AGER - Sustainability of the Olive-oil System - S.O.S. è stato ospite della manifestazione “In Video Veritas”, che si è svolta presso la Sala Convegni della Camera di Commercio di Bari. L’evento è stato prevalentemente incentrato sulla comunicazione e sul potenziale divulgativo offerto dagli strumenti audio-visivi per trasferire ai consumatori valori importanti come quello del “mangiar sano”. Un potenziale che il progetto S.O.S. utilizzerà ampiamente, per informare il pubblico sulle sue attività di ricerca, mirate a ottenere una produzione di olio d’oliva sostenibile e di qualità.

La discussione è stata aperta da Leonardo Manganelli, fiduciario di Slow Food Bari e di seguito i diversi relatori hanno descritto interessanti esperienze cinematografiche che, con ottimi risultati, hanno narrato e rappresentato il vasto patrimonio agroalimentare del nostro Paese. La manifestazione ha permesso di evidenziare come il cinema, grazie alla capacità di coinvolgere gli spettatori con forti scosse emozionali, riesca a comunicare con grande efficacia valori importanti come quelli legati al mangiar sano.

In riferimento ai concetti di sostenibilità, è intervenuto il prof. Francesco Caponio del Dipartimento di Scienze del Suolo, della Pianta e degli Alimenti (Di.S.S.P.A.) dell’Università di Bari. Caponio, in qualità di responsabile scientifico di S.O.S. Il professore ha descritto gli obiettivi di progetto, legati alla sostenibilità del sistema produttivo dell’olio d’oliva, sia in termini di supporto alle coltivazioni esistenti e alla biodiversità, che in termini di sviluppo della ricerca per migliorare le condizioni di sostenibilità ambientale e di innovazione tecnologica. Il tutto sarà frutto di un lavoro costante di collaborazione tra il partenariato di progetto costituito dall’Università di Bari, dall’Università di Milano, dall’Università di Parma, dall’Università di Reggio Calabria e dall’Università di Teramo.vIn conclusione del suo intervento, Caponio ha evidenziato come il progetto S.O.S. fosse perfettamente in linea con l’argomento della giornata, poiché prevede un ampio ventaglio di strumenti di comunicazione che, permetteranno di diffondere e divulgare le attività dei partner ai consumatori, alle imprese e a tutti gli stakeholders interessati.

Fonte: Agriplan

Assicurare la qualità dei prodotti ittici allevati grazie a mangimi alternativi alla farina di pesce, che migliorano la sostenibilità ambientale della produzione. È questo il principale obiettivo del progetto SUSHIN, finanziato da Ager nel settore Acquacoltura con un contributo di 716mila euro, e ufficialmente partito da qualche mese. I ricercatori lavoreranno, nei prossimi tre anni, per mettere a punto alimenti per i pesci a base di insetti, microalghe, sottoprodotti della macellazione avicola e di crostacei: mangimi in grado di ridurre lo sfruttamento di risorse naturali, senza intaccare la qualità del prodotto ittico. Un traguardo importante, considerando che l’acquacoltura intensiva è destinata a crescere a livello globale e con essa la richiesta di cibo per i pesci, che nel 2025 è stimata in 87 milioni di tonnellate.

Se i ricercatori di SUSHIN lavoreranno intensamente nei laboratori di ricerca dei diversi enti coinvolti, i risultati ottenuti usciranno dalle “mura della scienza” e saranno divulgati verso l’esterno. L’informazione si rivolgerà a un gruppo, più strettamente legato al settore, composto da giovani ricercatori, tecnici e studenti per i quali sono previsti programmi formativi, corsi di specializzazione e seminari. Ma la valorizzazione del progetto e dei suoi risultati raggiungerà anche un pubblico più ampio, che sarà coinvolto e sensibilizzato nei confronti di una filiera ittica sostenibile che riduce gli sprechi e immette sul mercato un prodotto finale – in particolare trota, branzino, orata - salubre e di qualità. Spazio allora per aperitivi scientifici, cene con i ricercatori e laboratori nelle diverse sedi dei centri di ricerca che partecipano al progetto.

SUSHIN ha come capofila l’Università degli Studi di Udine - responsabile il Prof. Emilio Tibaldi - e coinvolge una serie di prestigiosi partner: l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Abruzzo e del Molise, l’istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale di Roma (ISPRA), la Fondazione Edmund Mach di S. Michele all’Adige (TN), l’Università di Firenze, il Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria (CREA) e il Politecnico delle Marche.

Nella foto: i ricercatori di SUSHIN in occasione del kick-off meeting di progetto.

Fonte: FEM - ufficio comunicazione SUSHIN

Fonte fotografica: ISPRA

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