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Acquacoltura: l'economia

Il comparto dell’acquacoltura produce duecentomila tonnellate annue di prodotto, per un fatturato complessivo di poco superiore ai cinquecento milioni di Euro (ISMEA, 2013). I produttori italiani puntano prevalentemente alla qualità del prodotto e alla sua sostenibilità, piuttosto che alla quantità vendibile.

Oltre il 50% delle imprese di acquacoltura sono dedicate alla produzione di pesci di acqua dolce e acqua salata. Il restante si occupa della produzione di molluschi di acqua salata e acqua salmastra e solo l’1% circa alla produzione di crostacei di acqua salata.  Secondo l’Associazione Piscicoltori Italiani (API), il 60% della produzione è concentrata al Nord, il 18% al Centro e il 22% al Sud del Paese.

In termini di valore prodotto, il 66% dell’acquacoltura nazionale è dato dalla piscicoltura che produce in prevalenza trote - il nostro paese è il primo produttore a livello europeo - orate e spigole.

Solo un terzo del pesce che arriva sulle nostre tavole è di provenienza italiana ed il bilancio import/export risulta fortemente negativo. Il problema riguarda tutta l’Europa, ma l’Italia è il paese dell’Unione maggiormente deficitario. Particolarmente negativo il bilancio produttivo di orate, spigole e mitili anche se l’Italia vanta condizioni ambientali e capacità tecniche ed imprenditoriali che renderebbero possibile un’offerta assolutamente concorrenziale.

Il mercato di riferimento per le nostre produzioni rimane quello nazionale.

 

La nuova edizione di Ager finanzia progetti per Acquacoltura, Agricoltura di Montagna, Olio e Olivo, Prodotti Caseari. Settori molto differenti tra loro ma accomunati dalla forte caratterizzazione Made in Italy e da elevati fabbisogni di ricerca e forti potenzialità di crescita.
I settori Ager 2015

Acquacoltura

Olivo e Olio

Agricoltura di Montagna

Prodotti Caseari

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