Agricoltura di montagna: lo scenario

La montagna italiana non è un’area omogenea ma è considerata una zona svantaggiata per quanto riguarda l’altitudine, la pendenza e la mancanza di infrastrutture.
Le principali problematiche dell’attività agricola di montagna sono la produttività – perché uno sfruttamento intensivo non è possibile – i costi di trasporto e il grado di professionalità degli agricoltori risulta non sempre adeguato alle esigenze produttive.

L’agricoltura montana è fortemente differenziata tra Alpi e Appennino, con una presenza relativa più consistente di imprese nel Centro-Nord. Dal 2000 al 2010 nell'Appennino le imprese agricole sono diminuite del 40-50%. Nella dorsale appenninica negli ultimi anni sono quasi completamente scomparse le stazioni di ricerca e le agenzie di assistenza tecnica regionali dedicate. Il declino subito negli anni da parte di produzioni come nocciolo, noce, mandorlo e ora l’olivo è da attribuirsi alla mancata innovazione e non a ragioni economiche perché la domanda è sostenuta e i prezzi sono alti.

 

La nuova edizione di Ager finanzia progetti per Acquacoltura, Agricoltura di Montagna, Olio e Olivo, Prodotti Caseari. Settori molto differenti tra loro ma accomunati dalla forte caratterizzazione Made in Italy e da elevati fabbisogni di ricerca e forti potenzialità di crescita.