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Al via le prove di concimazione in campo

Con la fine di aprile sono iniziate le prove di concimazione del grano duro con distribuzione differenziata delle quantità di azoto (rateo variabile). La sperimentazione condotta dal gruppo di lavoro dell’Università di Padova, guidato dal responsabile scientifico Francesco Morari, è svolta sui quindici ettari dell’azienda agricola sperimentale “Miana Serraglia” a Mira (Venezia). Un’analoga prova è effettuata in Abruzzo, sugli otto ettari della fattoria Savini, dal gruppo dell’Università di Teramo guidato dal prof. Michele Pisante. In entrambi i casi la superficie è stata divisa in zone omogenee in base alla diversa fertilità del suolo definendo delle “mappe di prescrizione” georeferenziate, sulle quali calibrare diverse quantità di azoto in funzione delle specifiche esigenze della coltura.

 A fine aprile, durante la fase di levata (quarto nodo), è stata effettuata la prima concimazione a rateo variabile utilizzando le “mappe di prescrizione” che, caricate su un apposito software, hanno permesso allo spandiconcime di modulare il rilascio della quantità di urea ritenuta necessaria nelle diverse zone omogenee.

Altro punto cardine della sperimentazione è il monitoraggio dello sviluppo della biomassa del frumento, in quanto questa incide sulla stima della necessità di azoto da parte delle piante e conseguentemente sulla quantità di fertilizzante da applicare nelle diverse zone del campo tramite VRA (applicazione a rateo variabile). Per questo la crescita del grano viene costantemente monitorata dai ricercatori attraverso l’uso di sensori ottici installati su tre piattaforme diverse: satellite, droni e trattore. Per il calcolo delle dosi ottimali di azoto i dati ricavati dai sensori ottici vengono confrontati con le predizioni del modello SSM-Wheat, con l’obiettivo di testarne la precisione e permetterne il continuo miglioramento.

Al perfezionamento del modello previsionale stanno lavorando i ricercatori dell’Università di Firenze che elaborano i dati ricavati da entrambe le prove per valutare la sensibilità del modello in diversi areali di coltivazione del frumento.

Alle prove di concimazione era presente anche l’Università di Parma, che prima della trebbiatura effettuerà una “raccolta di precisione” delle spighe. Il prossimo passaggio infatti sarà quello di effettuare analisi molecolari sulla componente proteica del glutine, permettendo di correlare i parametri fisiologici di crescita delle piante, la concimazione e la qualità del frumento duro ottenuto da agricoltura di precisione.

 

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