Si è appena concluso con grande successo partecipativo il 24^ Congresso dell’Associazione per la Scienza e le Produzioni Animali (ASPA) tenutosi a Padova dal 21 al 24 Settembre che ha visto l’importante presenza di Sushin con quattro presentazioni orali e 3 Poster.

Il manuale è uno dei prodotti del lavoro svolto nell’ambito del progetto di ricerca AGER2- SUSHIN, che tra i suoi obiettivi include la valutazione di possibili ingredienti per una nuova generazione di mangimi destinati alle principali specie ittiche allevate in Italia, quali la spigola, l’orata e la trota iridea, con l’obiettivo di migliorare la qualità e la sostenibilità delle produzioni nella loro più ampia declinazione.

Il ruolo delle microalghe in acquacoltura riveste un interesse rilevante per la loro cpacità di tamponare gli effetti negativi della sostituzione delle farine (e degli oli) di pesce nei mangimi. Tuttavia, l’inclusione delle microalghe nei mangimi produce effetti controversi sulle prestazioni zootecniche. 

I sottoprodotti della lavorazione pollame (PBM) e la farina di prepupae di Hermetia illucens (HM) sono fonti proteiche alternative promettenti per i mangimi destinati all’acquacoltura, essendo appetibili, nutrienti e/o convenienti, oltre a essere potenzialmente utilizzabili nell’ottica di un’economia circolare. Nell’ambito del progetto SUSHIN sono state testate più formulazioni contenenti farine di PBM ed HM, singolarmente o in miscela, per sostituire parzialmente le fonti proteiche convenzionali, quali farina di pesce e di soia. Lo studio recentemente pubblicato sulla rivista internazionale Aquaculture “Is it possible to cut down fishmeal and soybean meal use in aquafeed limiting the negative effects on rainbow trout (Oncorhynchus mykiss) fillet quality and consumer acceptance?” (doi 10.1016/j.aquaculture.2021.736996) è frutto del lavoro dei giovani ricercatori di UNIFI Leonardo Bruni, Giulia Secci, Yara Husein e Adja Cristina Lira de Medeiros che, grazie al supporto del Dott. Filippo Faccenda (FEM) e alla supervisione della Prof.ssa Giuliana Parisi hanno presentato i dati della caratterizzazione della qualità dei filetti di trota, valutandoli un un’ottica a 360°.

 

Gli ingredienti di origine animale, in particolare marini, quali farine ed oli di pesce, sono sempre meno utilizzati nei mangimi per l’acquacoltura, sostituiti, ormai quasi del tutto nel caso dei salmonidi, da ingredienti di origine vegetale, spesso con effetti negativi sulla crescita, il benessere animale e la pigmentazione delle carni. Quest’ultimo aspetto assume una particolare rilevanza nel caso dei salmonidi, per i quali la colorazione rosa-rossastra dei filetti è un fattore determinante nel guidare le scelte dei consumatori e i prezzi del mercato. Al momento, sono i pigmenti di origine artificiale ad essere inclusi nei mangimi per ottenere la cosiddetta “salmonatura” delle carni di trota iridea. Tuttavia, c’è un crescente interesse per fonti naturali di carotenoidi, sia per ridurre i costi di produzione che per rispondere all’esigenza dei consumatori, sempre più scettici verso i composti di sintesi della filiera agroalimentare.
Uno studio sulla pelle della trota iridea, pubblicato recentemente dal gruppo di ricerca di Acquacoltura del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali (Dagri) dell’Università di Firenze, in collaborazione con l’Università di Udine, su “Waste and Biomass Valorization”, dà conto dell'indagine eseguita per il progetto Ager 2 - SUSHIN sugli effetti dei mangimi alternativi alla farina di pesce, tema generale del progetto stesso. Una parte importante del progetto è relativa alla valutazione degli effetti sui pesci - in questo caso la trota - in termini di valore nutritivo. Esiste infatti l'evidenza che diete povere di proteine animali tendono a diminuire il contenuto delle carni in omega-3. 
 
L'articolo, pubblicato su Animals da un gruppo di ricercatori che fanno capo al progetto Ager 2 - SUSHIN, illustra i risultati dei test sulle formulazioni sperimentali su orata. I mangimi sperimentali prevedono la sostituzione, con percentuali diverse, della componente proteica attualmente presente nei mangimi comunemente impiegati in acquacoltura, di origine ormai prevalentemente vegetale, con mix di larve di mosca soldato (H. illucens) e scarti di macellazione avicola.
Disponibile liberamente sul sito dell'editore fino al 19 aprile, un nuovo lavoro della squadra del progetto Ager 2 - SUSHIN è stato pubblicato su Aquaculture. Gli autori (di Università Politecnica delle Marche, Università di Udine e Fondazione E. Mach di S. Michele all'Adige) hanno indagato gli effetti di alcune nuove formulazioni di mangime che mirano a sostituire gli apporti proteici di origine ittica o vegetale, presenti oggi comunemente nelle formulazioni in uso.
E' stato recentemente pubblicato un articolo a nome di Leonardo Bruni, Yara Husein, Giulia Secci, Francesca Tulli, Giuliana Parisi (Univ. di Firenze, eccetto F. Tulli, Univ. di Udine). Gli autori hanno elaborato dati raccolti durante il progetto Ager 2 - SUSHIN, tuttora in corso. 
 

I team di ricerca di UniUD, ISPRA, CREA, UniFI e IZSAM hanno portato a termine con successo le prove di alimentazione negli allevamenti di trota, spigola e orata.

Diete innovative, caratterizzate da ingredienti proteici alternativi alle farine di pesce e formulate con farine di insetti e sottoprodotti avicoli, sono state testate a livello sperimentale e poi utilizzate per l’alimentazione di trote, spigole e orate allevate in aziende di acquacoltura.

Ager - Agroalimentare e ricerca,
è un progetto di ricerca agroalimentare promosso e sostenuto da un gruppo di Fondazioni di origine bancaria.

AGER
Presso Fondazione Cariplo
Via Manin n. 23 - Milano
cf 00774480156

Progetto Ager

Valentina Cairo
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Tel +39 02 6239214

Riccardo Loberti
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.