È possibile valorizzare e convertire i sottoprodotti oleari in fonti energetiche “verdi” e “sostenibili”? Ci sta lavorando l'unità operativa del Dipartimento di Agraria dell'Università Mediterranea di Reggio Calabria, impegnata nell'ambito del Progetto S.O.S proprio nelle attività inerenti la co-digestione anaerobica degli stessi.

Il termine “sostenibile” è ormai entrato a far parte del vocabolario comune ma spesso viene utilizzato senza avere piena coscienza del concetto che sta dietro a tale parola. Il comparto agro-alimentare rappresenta uno dei settori economici in cui maggiormente si fa riferimento alla sostenibilità, ma quando un prodotto è realmente più sostenibile di un altro? È quello che il gruppo di ricercatori della sezione di Economia ed estimo rurale del Dipartimento di Agraria di Reggio Calabria vuole definire all’interno del progetto SOS, Sustainability of the Olive oil System.

La Valle Peligna è un altopiano dell’Abruzzo interno, in provincia dell’Aquila, di superficie di circa 100 Km2 ed altitudine media di 300 – 450 metri s.l.m. Tra le specie arboree, dopo la vite, l’olivo è la coltura agraria maggiormente rappresentata. Gli oliveti si estendono su una superficie di circa 1000 ettari lungo l’intera fascia pedemontana svolgendo anche un importante ruolo idrogeologico e paesaggistico. Il patrimonio olivicolo è costituito prevalentemente da due varietà: la Rustica e la Gentile dell’Aquila.

La Calabria possiede senza ombra di dubbio uno dei patrimoni varietali autoctoni olivicoli tra i più ricchi: sono circa 500 le cultivar presenti nella regione. Le antichissime tradizioni colturali dell’olivo in questa regione, la sua ampia area di diffusione ed il probabile incrocio, in epoca più o meno remota, tra i diversi genotipi hanno favorito la nascita di numerose varietà. Alcune di queste cultivar come la ‘Carolea’ sono coltivate su tutto il territorio regionale e da Catanzaro, da cui ha preso origine, si è progressivamente diffusa in altri ambienti olivicoli, tanto da risultare oggi la varietà più coltivata in Calabria.

Un nuovo articolo è stato pubblicato da CREA e IZSAM su Mangimi & Alimenti (N. 6, Ott. - Nov. 2017) dal titolo "Il gambero rosso della Louisiana: una specie aliena invasiva come potenziale ingrediente sostenibile per l'acquacoltura del futuro. Aspetti sanitari e nutrizionali". 

 articolo su Mangimi e Alimenti 2018 estratto

Qui il link all'articolo completo sul sito internet di Mangimi & Alimenti.