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Wee feed the planet: l'incontro di migliaia di giovani per alimentare il mondo

Lee Ayu, un tailandese impegnato in numerosi progetti per dare un futuro ai bambini del suo villaggio, uno dei quali incentrato sulla Akha Ama Coffee. Mariam Tahar, un’egiziana che lavora attivamente sui temi della sostenibilità, sulla tutela delle comunità locali e sulle produzioni agricole di piccola scala per salvaguardare la biodiversità del suo paese. Irene Bruins, un’allevatrice olandese impegnata nel mettere in guardia i (giovani) consumatori dalle cattive abitudini alimentari.

  Sono solo alcune delle storie, e dei volti, che potrete conoscere ed incontrare dal 3 al 6 ottobre a Milano in occasione di Terra Madre Giovani – We Feed the Planet, l’evento che per la prima volta riunisce migliaia di contadini, pescatori, allevatori, pastori, nomadi, indigeni e artigiani del cibo sotto i quarant’anni provenienti da 120 Paesi del mondo. L’obiettivo è mostrare, grazie all’esperienza diretta di chi ci lavora, che nell’attuale sistema alimentare qualcosa non funziona: malnutrizione, spreco, sfruttamento del lavoro e mercificazione del cibo. Per questo i produttori del cibo e i professionisti dell'alimentazione di ogni parte del mondo faranno parte di una grande famiglia, condividendo i loro percorsi di vita ed un obiettivo comune: cambiare il sistema alimentare. Per aiutare i delegati meno abbienti, molti  cittadini milanesi hanno aperto le loro case all’ospitalità; e per sostenere le spese di viaggio, è ancora attiva una campagna di crowdfunding sul sito www.wefeedtheplanet.com

L’evento è organizzato da Slow Food, Slow Food Youth Network, Fondazione Terra Madre e Università di Scienze Gastronomiche, in collaborazione con il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, Fondazione Cariplo, Compagnia di San Paolo ed il patrocinio della Città di Milano.

Il programma e gli ospiti

Taglio simbolico del nastro il 3 ottobre alle ore 18,30 al Mercato Metropolitano di Milano, dove Carlo Petrini coinvolgerà il pubblico in un’originale Disco Soup. Riprodotta con successo in molte città, da New York a Berlino, da Madrid a São Paulo, la Disco Soup incarna i valori  dello spreco alimentare, sempre cari all’associazione della chiocciola. La verdura invenduta dai mercati e dalla grande distribuzione perché non risponde ai criteri di perfezione richiesti dal mercato, è trasformata fino a diventare un’ottima zuppa fumante, condivisa con i presenti a suon di musica per stimolare la riflessione su tematiche di grande attualità. Domenica 4 e lunedì 5 ottobre il fitto programma di appuntamenti riservato ai partecipanti a Terra Madre Giovani prevede oltre 50 appuntamenti tra conferenze tematiche, workshop, laboratori e seminari dedicati ai cinque grandi temi al centro del dibattito:                                                       

Innovazione: come produrre il cibo in futuro?                                                                     

Equità: come ridistribuire il potere decisionale in maniera uniforme?                                               

Patrimonio: come preservare il patrimonio alimentare?                                                           

Comunicazione: come individuare le migliori strategie di comunicazione per il cambiamento?               

Beni comuni: come immaginare una nuova strategia per i beni comuni?

Ad accompagnare le riflessioni un parterre di relatori d’eccezione: il teorico della decrescita Serge Latouche, l’economista Raj Patel e la pioniera del cibo biologico Alice Waters, oltre al fondatore e presidente di Slow Food Carlo Petrini. Sotto i riflettori tematiche quali l’ocean grabbing, il rapporto tra sistema alimentare globale e flussi migratori, il ruolo delle donne in agricoltura, la proprietà dei semi e il sistema commerciale internazionale.

Il sipario di Terra Madre Giovani – We Feed the Planet si chiude il 6 ottobre a Expo 2015, quando alle ore 11 le migliaia di contadini presentano le loro conclusioni e le soluzioni concrete per nutrire il pianeta in futuro e danno vita a una festosa e colorata marcia lungo il Decumano fino allo spazio Slow Food.

Per ulteriori informazioni www.wefeedtheplanet.com