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Contro il suono del falso Made in Italy

A Cibus 2016, una delle più importanti fiere italiane dedicate all'agroalimentare, è stato lanciato il primo Osservatorio Internazionale sull'Italian Sounding Alimentare. L'osservatorio - che nasce dall'impegno degli organizzatori di Cibus, Federalimentare e Fiere di Parma - è, come spiega una nota, "il primo atto concreto a testimonianza del potenziamento del Salone internazionale dell'alimentazione che vedrà sempre più Cibus come piattaforma per la promozione e la salvaguardia del Made in Italy nel mondo".

 

L'Italian Sounding - osserva la nota - "è una fra le più subdole forme di comunicazione ingannevole per il consumatore, un fenomeno non facilmente contrastabile e si riferisce all'attribuzione ad un prodotto di un'origine italiana che in realtà non ha. Una falsa evocazione di italianità mediante bandiere, foto, nomi posti su prodotti in realtà non fabbricati in Italia. Un giro d'affari, e quindi un relativo danno per il vero Made in Italy che  è stato stimato sui 60 miliardi di euro, un valore che però oggi appare decisamente inappropriato. Se pensiamo che solo in America il fenomeno vale circa 23 miliardi - 7 prodotti su 8 sono venduti come italiani ma non lo sono dice Luigi Scordamaglia, presidente di Federalimentare e coordinatore dell'Osservatorio - ecco che il valore complessivo e quindi il danno economico per l'industria alimentare italiana è ben più alto".

L'Osservatorio sull'Italian Sounding studierà questo fenomeno avvalendosi della consulenza scientifica di un advisor di livello e dati di fonti accreditate. Analizzerà le modalità e le tipologie del fenomeno, ma soprattutto monitorerà i mercati geografici e i canali, dove e attraverso cui l'Italian Sounding prolifera. L'obiettivo finale "sarà quello di favorire interventi repressivi e legali mirati per fermare il dilagare del finto prodotto italiano". Un primo rapporto dell'Osservatorio verrà presentato a Cibus Connect 2017.

Fonte: Ansa