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F.A.Q. bandi 2017

 

Aspetti finanziari
1) Si possono utilizzare i fondi del progetto per pagare lo stipendio del Principal Investigator, nel caso in cui non sia già assunto a tempo indeterminato?
Se il Principal Investigator fa parte del temporary staff, il suo costo può essere a carico del progetto.
2) Il finanziamento prevede la copertura delle spese al 100%?
Si, è prevista la copertura dei costi totali del progetto, suddivisi in costi addizionali e spese correnti. Il costo totale di progetto indicato nel budget deve infatti coincidere con il contributo richiesto. I costi ammissibili sono elencati al punto 3.3 del bando e dettagliati nella “Guida alla Rendicontazione” disponibile anch'essa on line nella sezione bandi.
3) Il finanziamento viene erogato solo al capofila o a ciascun componente del partenariato?
Il finanziamento viene erogato in tranche, a seguito di rendicontazione, al soggetto capofila, il quale provvederà poi alla ripartizione delle rispettive quote tra i partner.
4) Cosa si intende per “costi addizionali”?
I costi addizionali sono i costi aggiuntivi in cui l’ente incorre per la realizzazione del progetto e sono dati dalla somma dei costi ammortizzabili + personale non strutturato + prestazioni professionali di terzi + materiale di consumo + comunicazione e disseminazione + altri costi.
5) I beni ammortizzabili sono rimborsabili per il totale del loro valore o sono rimborsabili solo le quote di ammortamento?
È riconosciuta l'intera spesa come indicato al punto 3.4 - Piano economico del bando.
6)Nel caso di acquisto di un’attrezzatura completamente dedicata al progetto, quali costi di ammortamento è necessario imputare e per quanti anni?
Le attrezzature che servono al progetto verranno riconosciute al 100% del loro costo, entro i limiti del 15% dei costi addizionali, come riportato nel bando al punto 3.4 - Piano economico e nelle Linee guida alla rendicontazione, al punto 4.2 Costi ammortizzabili (Amortizable costs).
7) Stessa Università ma Dipartimenti diversi impegnati sul progetto: come gestire il finanziamento?
La strada preferibile è che sia un Dipartimento a gestire la quota di finanziamento e riconoscere i costi agli altri Dipartimenti. Importante è che sul progetto siano fatte le specifiche su come sarà gestita la parte finanziaria (se in capo a un unico Dipartimento o meno).
8) Può rappresentare un criterio premiante presentare un progetto in cui le varie unità partner pesino sul budget in uguale misura?
No, non è un criterio premiante.
9) Il costo delle missioni per portare i risultati nei congressi nazionali ed internazionali va inserito nella voce Communication and dissemination activities and other costs?
Sì.
10) Gli interventi di manutenzione su attrezzature già presenti possono essere rendicontati?
No, gli interventi di manutenzione non sono direttamente rendicontabili in quanto imputati alla voce Spese generali del progetto, come specificato nella Guida alla rendicontazione al punto 4.2 Costi ammortizzabili (Amortizable costs).
11) Per l’acquisto di attrezzature è necessario allegare il preventivo di spesa?
Si, dove possibile è preferibile accompagnare tutte le spese indicate alla voce Amortizable costs con i relativi preventivi.
12) Per i materiali di consumo vanno allegati i preventivi? E quale livello di dettaglio occorre considerare nella loro descrizione?
Tendenzialmente per i materiali di consumo non è necessario allegare dei preventivi. È consigliabile comunque farlo per materiali particolari o particolarmente costosi e nei casi in cui si ritiene necessario fornire maggiori informazioni. Il dettaglio nella descrizione è quello richiesto da un referee internazionale esperto del settore per poter formulare un giudizio di adeguatezza rispetto all’importo indicato nel progetto, mettendo in relazione l’importo e le attività da svolgere. La previsione di spesa deve essere il più possibile attendibile. A progetto approvato eventuali variazioni saranno valutate da Ager solo a seguito di specifiche e motivate richieste.
13) I costi per le missioni dovute alle riunioni di coordinamento del progetto e per gli spostamenti che il progetto richiede (ad esempio per recarsi nei campi prova), in quale voce di spesa vanno inseriti?
Se i costi sono riferiti a personale spesato da Ager e indicato alla voce Temporary staff, vanno inseriti alla medesima voce. Se i costi sono riferiti a personale strutturato o a personale non strutturato ma non spesato da Ager vanno inseriti nella voce Altri costi gestionali (Other costs).
14) In quale voce di spesa va inserito il costo per il noleggio delle attrezzature?
Va inserito nei costi ammortizzabili, la cui specifica è riportata sulla Guida alla rendicontazione al punto 4.2 Costi ammortizzabili (Amortizable costs).
15) Eventuali costi di patenting dove vanno inseriti?
Vanno nella voce Costi ammortizzabili (Amortizable costs).
16) Come calcolare le spese correnti (overheads)?
Il bando dice che “...Il contributo Ager prevede la copertura del 100% dei costi totali di progetto, dati dai costi addizionali + spese correnti...”. Le spese correnti possono essere al massimo il 5% dei costi addizionali. Per calcolare il 5%, si sommano tutti i costi addizionali (ammortizzabili, personale non strutturato, prestazioni di terzi, materiali di consumo, attività di comunicazione e disseminazione e altri costi) e su questa somma si calcola il 5%.
Aspetti generali
1) Un ente può essere capofila di più progetti?
Per il bando agricoltura di montagna è possibile, mentre per il bando prodotti lattiero-caseari un ente può essere capofila per un solo progetto.
2) Dipartimenti della stessa Università possono essere capofila presentando progetti diversi?
Sì, ma solo per il bando agricoltura di montagna, mentre per il bando prodotti lattiero-caseari è ammessa un’unica domanda come capofila per ogni Università.
3) Sul bando agricoltura di montagna, oltre alla zootecnia possono essere candidati progetti relativi ad esempio alle piante officinali?
Si, in quanto l’ultima delle linee di ricerca del bando fa riferimento a “Usi alternativi e multipli delle risorse prative a integrazione dell’utilizzo zootecnico dei prati e dei pascoli”, aprendo quindi la possibilità a progetti che riguardano attività agricole come ad esempio la coltivazione dello zafferano, dei piccoli frutti, l’apicoltura, ecc…
4) Cosa ci si aspetta con l’inserimento dei giovani ricercatori sul progetto, come richiesto al punto 12 del Project presentation form?
Ci si aspetta che per i giovani ricercatori (max 35 - 40 anni, anche a seconda del ruolo sul progetto) siano creati percorsi formativi solidi, ben strutturati e con concrete prospettive di crescita professionale, prevedendo un loro diretto ed attivo coinvolgimento all’interno del progetto. Questo coinvolgimento può concretizzarsi ad esempio attraverso la partecipazione a seminari come relatori, viaggi studio, esperienze di lavoro presso altri centri di ricerca, assegnazione all’interno del progetto di mini task con relativa responsabilità. Non è sufficiente quindi indicare ad esempio che si inseriranno nel progetto dei giovani ricercatori, ma si chiede di porre massima attenzione, indicando una serie di articolate azioni, al percorso di professionalizzazione per facilitarne l’inserimento lavorativo.
5) Enti di ricerca nazionali costituiti da più centri di ricerca, possono presentare più progetti come capofila?
Per la candidatura di un progetto Ager chiede la firma del Legale Rappresentante dell’ente beneficiario. Se un ente di ricerca ha diversi centri dislocati sul territorio nazionale che fanno capo a un unico Legale Rappresentante, l’ente può candidare un solo progetto come capofila per il bando prodotti lattiero-caseari, mentre per il bando agricoltura di montagna non ci sono vincoli.
6) C’è un numero massimo di progetti presentabili da ogni ente di ricerca?
Ad esclusione del bando prodotti lattiero-caseari dove un ente può essere capofila per un solo progetto, non ci sono vincoli rispetto al numero di progetti presentabili da un ente di ricerca sia come capofila, sia come partner. Qualora un ente partecipasse a più progetti, la tematica può essere simile in linea generale, ma non deve essere la stessa attività di ricerca in quanto se i progetti fossero tutti finanziati, l'ente si troverebbe ad avere più finanziamenti per svolgere la stessa attività. Suggeriamo inoltre di porre particolare attenzione alla quantificazione dei mesi uomo delle singole persone, in quanto la somma del tempo esposto su tutti i progetti presentati ad Ager dovrà essere compatibile con gli impegni didattici e l'eventuale partecipazione ad altre iniziative esterne ad Ager che i citati collaboratori possono avere.
7) I consorzi ed i produttori agricoli privati rientrano tra le categorie degli enti finanziabili?
Gli enti finanziabili devono avere due requisiti: non essere a fine di lucro ed essere enti di ricerca nel settore dei bandi finanziati (si veda il bando al punto 3.1 Soggetti ammissibili), quali a puro titolo di esempio: Università, CNR, CREA, ENEA. Il tutto deve risultare dallo statuto. Il requisito della mancanza del fine di lucro si ha in quanto le Fondazioni di origine bancaria aderenti ad Ager possono finanziare solo enti no profit. In riferimento all'ammissibilità, è consigliabile prendere visione del bando al punto 5.3 "Enti ammissibili al contributo delle Fondazioni di origine bancaria”.
8) A chi sarà affidata la valutazione di merito dei progetti?
La valutazione di merito dei progetti sarà affidata ad un panel internazionale di esperti (peer review) indipendenti e di nazionalità straniera, atto a garantire obiettività e terzietà di giudizio. In fase di progettazione, Ager è in grado di esprimere solo valutazioni di congruenza che sono comunque indicative, rimandando come detto qualità e validità dei progetti agli esperti internazionali.
9) Un ente che ha la sede legale in una città e sedi operative distribuite sul territorio nazionale, alcune delle quali ricadenti nei territori d'intervento delle Fondazioni aderenti ad Ager, può essere capofila?
Si, qualora la sede operativa - effettivamente coinvolta nel progetto - ricada sul territorio di riferimento indicato al punto 5.4 del bando.
10) Le attività sperimentali possono essere svolte in una località al di fuori del territorio d'intervento delle Fondazioni?
Sì.
Compilazione modulistica
1) Come si accede alla piattaforma della Fondazione Cariplo per candidare il progetto?
Sul sito di Fondazione Cariplo si trova il link per collegarsi all’area riservata http://www.fondazionecariplo.it/it/login/index.html dove è necessario registrarsi, qualora non fosse stato ancora fatto. Se l’ente è già registrato e l’utenza è del grant office dell’organizzazione, contattare direttamente il grant office che fornisce le credenziali per proseguire con l’inserimento del progetto. Se l’ente è già registrato ma non si conosce a chi è intestata l’utenza, rivolgersi ad Ager Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. per avere le credenziali.
2) La modulistica va compilata in inglese o in italiano oppure in entrambe le lingue?
La modulistica va compilata come segue: Anagrafica e progetto sintetico in italiano; Project presentation form e Budget form in inglese, con eventuali allegati sempre in lingua inglese, poiché saranno oggetto di valutazione da parte dei referee. L’accordo di partenariato va compilato in italiano da parte dei partner italiani e in inglese nell’eventualità di partner stranieri.
3) Qualora l’Università intenda presentare un progetto, è necessaria la firma del Rettore?
Sì, in quanto Legale Rappresentante.
4) Se parte del personale temporaneo che si occuperà a tempo pieno del progetto non è stato ancora individuato ma lo sarà a progetto approvato, nell'indicazione del Temporary staff, è corretto inserire alla voce “Nome” l’espressione “To be defined?
Si è corretto, specificando nel progetto i motivi.
5) Ai fini della definizione del GANTT e per inserire data di inizio e fine progetto come richiesto nel Budget form nel foglio Breakdown total cost, quando si ipotizza che potranno iniziare i progetti?
Si prevede di comunicare i progetti vincitori ad inizio 2018. Pur in assenza di una data precisa, le tempistiche del progetto vanno comunque pianificate e definito il GANTT, considerando che a progetti approvati le tempistiche non più congruenti potranno essere ridefinite.
6) Il Project presentation form deve essere firmato?
No, non è richiesta nessuna firma.
Comunicazione
1) Può una facoltà non scientifica, come ad esempio giurisprudenza, partecipare al bando facendo seminari, divulgazione ed informazione sulle normative inerenti l'attività del progetto?
Non esistono vincoli in merito alle facoltà ammesse purché facciano ricerca o portino valore aggiunto per la realizzazione del progetto. Se la partecipazione del partner della facoltà di giurisprudenza è giustificata dall'attività di comunicazione strettamente legata allo specifico progetto, non ci sono ostacoli. Precisiamo comunque che in questo caso il budget per attività di comunicazione deve rispettare i vincoli di spesa ammessi per questa voce di costo (massimo il 15% dei costi addizionali di progetto, come riportato nella Guida alla rendicontazione al punto 4.7) e essere inserito alla voce Comunicazione e disseminazione.
2) Può essere oggetto di consulenza, in parte o totalmente, la realizzazione delle attività di comunicazione e disseminazione?
Si, può essere oggetto di consulenza sia in parte, sia totalmente. Le spese relative alla realizzazione di attività di comunicazione, ivi incluse le consulenze sul tema, devono essere inserite alla voce di spesa Comunicazione e disseminazione e rimanere al di sotto del limite stabilito per tale voce (max 15% dei costi addizionali di progetto, come indicato sulla Guida alla rendicontazione, al punto 4.7 Comunicazione e disseminazione). La consulenza affidata all’esterno deve essere necessariamente indicata nel Project presentation form al punto 12 ed essere accompagnata da appositi preventivi di spesa che saranno allegati al progetto presentato.
3) Nel caso la comunicazione sia affidata a terzi, i relativi costi vanno imputati ad ogni partner?
Si possono esserlo, tuttavia suggeriamo sia un unico partner, ragionevolmente il capofila, a gestire il rapporto con un incarico a valere per tutti i partner. Fare attenzione poiché in questo caso, pur essendo una prestazione di terzi, i costi non vanno imputati alla voce di spesa Subcontractor ma alla voce di spesa Comunicazione e disseminazione e devono rimanere quindi al di sotto del limite stabilito per tale voce (max 15% dei costi addizionali di progetto, come indicato sulla Guida alla rendicontazione al punto 4.7 Comunicazione e disseminazione).
4) Il Piano di comunicazione può essere finanziariamente a carico di un solo partner? Se si, come viene calcolato il limite massimo del 15% dei costi addizionali?
Si, può essere a carico di un solo partner, tipicamente il capofila. Il limite massimo del 15% deve essere calcolato sulla somma dei costi addizionali di tutti i partner e quindi non solo del capofila.
Partenariato e subcontractors
1) Le PMI, che non sono enti ammissibili direttamente al finanziamento, possono essere coinvolte come subcontractors?
Il coinvolgimento delle PMI sul progetto in qualità di subcontractor è ammissibile con opportune cautele mirate a garantire che la PMI coinvolta non tragga vantaggi competitivi esclusivi rispetto alle altre aziende (con riferimento a quello che è il suo "core business"). Inoltre la proprietà intellettuale dei risultati della ricerca deve rimanere in capo agli enti ammissibili al finanziamento.
Pur non essendo previsto un tetto massimo per la voce subcontractor, si consiglia di limitare questa voce di spesa per non farli diventare partner mascherati. Per ulteriori informazioni, fare riferimento alle indicazioni al punto 3.4 del bando.
2) Qual è il ruolo che devono avere i subcontractors all’interno dei progetti?
Il ruolo dei subcontractors è quello di fornire una prestazione di servizio non altrimenti ottenibile per raggiungere gli obiettivi del progetto. Esempio è il coinvolgimento di un’azienda con un allevamento per testare e verificare le caratteristiche di un nuovo mangime. Non disponendo gli enti di ricerca di un allevamento, è possibile il coinvolgimento di un’azienda privata, a cui si possono riconoscere i costi per la prestazione richiesta, finalizzata a fornire dati non altrimenti ottenibili. I costi dovranno essere indicati già all’atto di presentazione del progetto, allegando specifico preventivo di spesa. Sostanzialmente il subcontractor deve limitarsi a fornire all'ente di ricerca prestazioni ad alto contenuto specialistico e non deve in alcun modo essere considerato come un partner. Inoltre la proprietà intellettuale dei risultati della ricerca deve rimanere in capo agli enti ammissibili al finanziamento.
3) Gli stakeholder possono essere direttamente coinvolti nel progetto?
Si, il loro coinvolgimento è possibile e auspicabile già in fase di progettazione. Si può manifestare attraverso lettere di intenti, cioè dichiarazioni scritte che il progetto è di interesse. Le lettere possono fare capo a più aziende o, se raggruppate in associazioni, ai relativi rappresentanti. Le lettere di intenti saranno messe in coda al project template e quindi allegate all’atto della presentazione del progetto. È possibile pensare inoltre ad un coinvolgimento degli stakeholder in alcune azioni mirate alla comunicazione del progetto e alla disseminazione dei risultati. Un coinvolgimento che può iniziare subito a progetto approvato, con mirate iniziative di comunicazione, per poi continuare per tutta la durata delle ricerche e finalizzate a garantire la massima divulgazione dei risultati.
4) Il partenariato deve rispettare un numero minimo di soggetti?
Per il partenariato il numero minimo è di almeno 2, compreso il capofila, mentre non c'è un limite massimo. Considerando ad esempio un progetto “di filiera” il numero dei partner coinvolti deve essere congruo con le attività previste dal piano sperimentale, giustificando partenariati numerosi solo quando la partecipazione di tutti gli enti coinvolti si basa su robuste motivazioni scientifiche e non è finalizzata a "fare massa".
5) La sede del capofila è vincolata a qualche territorio di riferimento?
Si, la sede del capofila dovrà ricadere entro il territorio di intervento delle Fondazioni di origine bancaria aderenti ad Ager, come definito al punto 5.4 della voce “Guida alla Presentazione”. Al fine del rispetto del vincolo della territorialità, si considera indifferentemente la sede operativa o legale dell’ente. Non ci sono vincoli di territorialità invece per quanto riguarda i partner. Per maggiori informazioni consultare il bando al punto 3.1
6) È possibile la presenza di un partner straniero (ente pubblico di ricerca) come ente finanziabile?
Si, è ammessa la presenza di un partner straniero come ente finanziabile purché contribuisca in maniera significativa alla realizzazione della ricerca, il cui obiettivo (lo ricordiamo) è di sostenere l’agroalimentare italiano. Pertanto l’apporto del partner straniero dovrà comunque essere finalizzato e funzionale a questo obiettivo.
7) Nel caso il progetto preveda un partner straniero, quale documentazione presentare?
Nel caso di partecipazione di un ente straniero, il capofila (italiano) dovrà presentare una dichiarazione relativa alla natura no profit del partner straniero.
8) Per costituire il partenariato, è sufficiente la firma della lettera di adesione da parte dei legali rappresentanti degli enti aderenti?
Sì, in fase di presentazione del progetto la partecipazione al partenariato è formalizzata dalla sottoscrizione da parte di ciascun ente (capofila e partner) della lettera di adesione al partenariato (si può prendere visione del FAC-simile nella sezione bandi, mentre il modulo da compilare si trova sulla piattaforma informatica di Fondazione Cariplo al link http://www.fondazionecariplo.it/it/login/index.html).
Oltre alla firma della lettera di adesione, bisogna indicare nel Budget form la quota di finanziamento per ogni partner.
Se il progetto sarà finanziato, verrà chiesto di stipulare una convenzione tra il capofila e tutti i partner di progetto redatta su specifica modulistica fornita da Ager.
9) Sul bando si cita la “Lettera di adesione al partenariato” mentre sulla piattaforma informatica di Fondazione Cariplo http://www.fondazionecariplo.it/it/login/index.html (sulla quale vanno presentate le domande di contributo) si trova l’ “Accordo di partenariato”: sono il medesimo documento?
Sì.
10) I gruppi di ricerca partner di progetto devono necessariamente avere sede nel territorio delle Fondazioni di origine bancaria associate in Ager?
No, il vincolo della territorialità è limitato al solo capofila, mentre non ci sono vincoli per quanto riguarda i partner. Per maggiori informazioni è possibile consultare il bando al punto 3.1
11) Un ente pubblico, come ad esempio un Comune, può partecipare come partner?
No, in quanto manca del requisito di essere ente che svolge direttamente attività di ricerca scientifica (riferimento al bando al punto 3.1).
12) Un eventuale brevetto frutto della ricerca sarà di esclusiva appartenenza di chi lo ha elaborato oppure diventerà bene comune?
La proprietà intellettuale rimarrà in capo agli enti finanziati. L’unico obbligo è di informare Ager su tutte le fasi di deposito e valorizzazione del brevetto, la cui intestazione potrà essere fatta ad uno o a più partner a seconda degli accordi di partenariato, che verranno esplicitati in un'apposita convenzione da stipularsi dopo l’assegnazione del contributo.
13) I partner con sede legale e/o operativa fuori dai territori di riferimento delle Fondazioni aderenti ad Ager sono considerati beneficiari del contributo nella medesima modalità ed entità degli enti residenti nei territori di riferimento?
Si, le modalità sono le stesse, non esistono differenze.
14) Se un ente partecipa al progetto con due laboratori distinti, ai fini del partenariato e della presentazione della modulistica, i due laboratori devono considerarsi come partner distinti?
No, si tratta di un unico partner che ha due unità operative e nel progetto verranno specificati compiti e ruoli delle due unità e il loro apporto in termini di attività.
15) ) È possibile formare un’unità partner nella quale confluisce personale strutturato di atenei diversi, ad esempio una Università con il Responsabile Scientifico ed un’altra Università con un docente esperto?
È possibile solo qualora una delle due Università svolge una piccola attività per il progetto, rendicontabile quindi come prestazione di terzi, rispettando i vincoli da bando che hanno questo tipo di prestazioni (si veda la Guida alla rendicontazione al punto 4.4). Sostanzialmente, non è possibile riconoscere quote di costo a personale strutturato di un altro ente, se non come prestazione di terzi.
16) In riferimento al punto 5.3 primo comma dei bandi viene stabilito che “…non possono essere concessi - né direttamente né indirettamente - contributi, erogazioni o sovvenzioni di alcun genere a enti con fini di lucro o imprese di qualsiasi natura”. Cosa si intende per indirettamente?
Il termine fa riferimento ad un partner "mascherato" da subcontractor; a titolo di esempio, viene incaricata un'azienda privata che presta un servizio che può essere fornito da un partner, oppure un'azienda privata riceve e beneficia di un risultato in anteprima.
17) Il progetto ha la necessità di inserire determinate figure professionali non presenti tra i partner, individuate nel momento in cui, a progetto approvato, le attività lo richiederanno. È possibile?
È possibile, tuttavia è consigliabile specificare sempre chi sono queste figure, intese come prestatori di servizio (subcontractor) dettagliando con la massima precisione le caratteristiche che il subcontractor deve avere per l’attività che svolge, quali sono le competenze professionali che deve possedere e indicando il costo presunto nel budget form.

 

Leggi le faq 2015
Partenariato e subcontractorsCompilazione modulisticaComunicazioneAspetti finanziari
1) Le PMI, che non sono enti ammissibili direttamente al finanziamento, possono essere coinvolte come subcontractors?
Il coinvolgimento delle PMI sul progetto in qualità di subcontractor è ammissibile con opportune cautele mirate a garantire che la PMI coinvolta non tragga vantaggi competitivi esclusivi rispetto alle altre aziende (con riferimento a quello che è il suo "core business"). Inoltre la proprietà intellettuale dei risultati della ricerca deve rimanere in capo agli enti ammissibili al finanziamento.
Pur non essendo previsto un tetto massimo per la voce subcontractor, si consiglia di limitare questa voce di spesa per non farli diventare partner mascherati. Per ulteriori informazioni, fare riferimento alle indicazioni al punto 3.4 del bando.
2) Qual è il ruolo che devono avere i subcontractors all’interno dei progetti?
Il ruolo dei subcontractors è quello di fornire una prestazione di servizio non altrimenti ottenibile per raggiungere gli obiettivi del progetto. Esempio è il coinvolgimento di un’azienda con un allevamento per testare e verificare le caratteristiche di un nuovo mangime. Non disponendo gli enti di ricerca di un allevamento, è possibile il coinvolgimento di un’azienda privata, a cui si possono riconoscere i costi per la prestazione richiesta, finalizzata a fornire dati non altrimenti ottenibili. I costi dovranno essere indicati già all’atto di presentazione del progetto, allegando specifico preventivo di spesa. Sostanzialmente il subcontractor deve limitarsi a fornire all'ente di ricerca prestazioni ad alto contenuto specialistico e non deve in alcun modo essere considerato come un partner. Inoltre la proprietà intellettuale dei risultati della ricerca deve rimanere in capo agli enti ammissibili al finanziamento.
3) Gli stakeholder possono essere direttamente coinvolti nel progetto?
Si, il loro coinvolgimento è possibile ed auspicabile già in fase di progettazione. Si può manifestare attraverso lettere di intenti, cioè dichiarazioni scritte che il progetto è di interesse. Le lettere possono fare capo a più aziende o, se raggruppate in associazioni, ai relativi rappresentanti. Le lettere di intenti saranno messe in coda al project template e quindi allegate all’atto della presentazione del progetto. E’ possibile pensare inoltre ad un coinvolgimento degli stakeholder in alcune azioni mirate alla comunicazione del progetto ed alla disseminazione dei risultati. Un coinvolgimento che può avvenire da subito a progetto approvato, attraverso mirate iniziative di comunicazione, per poi continuare per tutta la durata del progetto ed oltre, atte a garantire la massima divulgazione dei risultati.
4) C’è un numero massimo di progetti presentabili da ogni ente di ricerca?
Non ci sono vincoli rispetto al numero di progetti massimi presentabili da un ente di ricerca. In caso di partecipazione a più progetti, la tematica può essere simile in linea generale, ma non deve essere la stessa attività di ricerca in quanto se i progetti fossero tutti finanziati, l'ente si troverebbe ad avere più finanziamenti per svolgere la stessa attività. Suggeriamo inoltre di porre particolare attenzione alla quantificazione dei mesi uomo delle singole persone, in quanto la somma del tempo esposto su tutti i progetti presentati ad Ager dovrà essere compatibile con gli impegni didattici e l'eventuale partecipazione ad altre iniziative esterne ad Ager che i citati collaboratori possono avere.
5) Il partenariato deve rispettare un numero minimo di soggetti?
Per il partenariato il numero minimo è di almeno 2, compreso il capofila, mentre non c'è un limite massimo.
6) La sede del capofila è vincolata a qualche territorio di riferimento?
Si, la sede del capofila dovrà ricadere entro il territorio di intervento delle Fondazioni di origine bancaria aderenti ad Ager, come definito al punto 5.4 della voce “Guida alla Presentazione”. Al fine del rispetto del vincolo della territorialità, si considera indifferentemente la sede operativa o legale dell’ente. Non ci sono vincoli di territorialità invece per quanto riguarda i partner. Per maggiori informazioni consultare il bando al punto 3.1
7) I consorzi ed i produttori agricoli privati rientrano tra le categorie degli enti finanziabili?
Gli enti finanziabili devono avere due requisiti: non essere a fine di lucro ed essere enti di ricerca nel settore dei bandi finanziati (si veda il bando al punto 3.1 Soggetti ammissibili), quali a puro titolo di esempio: Università, CNR, CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria) ed altri. Il tutto deve risultare dallo statuto. Il requisito della mancanza del fine di lucro si ha in quanto le Fondazioni di origine bancaria che costituiscono Ager possono finanziare solo enti no profit. In riferimento all'ammissibilità, è consigliabile prendere visione del punto 5.3 " Enti ammissibili al contributo delle Fondazioni di origine bancaria”.
8) E’ possibile la presenza di un partner straniero (ente pubblico di ricerca), come ente finanziabile?
Si, è ammessa la presenza di un partner straniero come ente finanziabile purchè contribuisca in maniera significativa alla realizzazione della ricerca, il cui obiettivo (lo ricordiamo) è di sostenere l’agroalimentare italiano. Pertanto l’apporto del partner straniero alla ricerca dovrà comunque essere finalizzato e funzionale a questo obiettivo.
9) Nel caso il progetto preveda un partner straniero, quale documentazione presentare?
Nel caso di partecipazione di un ente straniero, il capofila (italiano) dovrà presentare una dichiarazione relativa alla natura no profit del partner straniero (Modulo dichiarazione non lucrativa partner straniero) disponibile sul sito Ager nella sezione bandi.
10) Per costituire il partenariato, è sufficiente la firma della lettera di adesione da parte dei legali rappresentanti degli enti aderenti?
Si, in fase di presentazione del progetto la partecipazione al partenariato è formalizzata dalla sottoscrizione della lettera di adesione al partenariato (FAC-simile Adesione partenariato, pubblicato nella sezione bandi) da parte di ciascun ente (capofila e partner). Inoltre nel Budget form bisogna indicare la quota di finanziamento per ogni partner.
Se il progetto sarà finanziato, verrà chiesto di stipulare una convenzione tra il capofila e tutti i partner di progetto redatta su specifica modulistica fornita da Ager.
11) I gruppi di ricerca partner di progetto devono necessariamente avere sede nel territorio delle Fondazioni di origine bancaria associate in Ager?
No, il vincolo della territorialità è limitato al solo capofila, mentre non ci sono vincoli per quanto riguarda i partner. Per maggiori informazioni relative all'argomento, è possibile consultare il bando al punto 3.1
12) Un ente che ha la sede legale in una città e sedi operative distribuite sul territorio nazionale, alcune delle quali ricadenti nei territori d'intervento di Ager, può essere capofila?
Si, qualora la sede operativa - effettivamente coinvolta nel progetto - ricada sul territorio di riferimento indicato al punto 5.4 del bando.
13) Le attività sperimentali possono essere svolte in una località al di fuori del territorio d'intervento delle Fondazioni ?
Sì.
14) E' ammissibile la partecipazione come partner di un'organizzazione estera senza fini di lucro? Ad esempio le ONG possono essere partner a pieno titolo?
Come riportato al punto 3.1 del bando, i partner stranieri sono ammissibili, fermo restando che devono fare ricerca e l’assenza di lucro deve risultare dalle clausole indicate al punto 5.3 del bando. Nel caso di partecipazione di un ente straniero, il capofila (italiano) dovrà presentare una dichiarazione relativa alla natura no profit del partner straniero (Modulo dichiarazione non lucrativa partner straniero).
15) Come Ager consigliate di presentare un unico progetto ben articolato di filiera che abbraccia le diverse tematiche proposte nel bando e con molti partner oppure più singoli progetti?
Non ci sono da parte di Ager preferenze per l'una o per l'altra tipologia di progetti. Ager è strutturato in maniera tale da promuovere la collaborazione tra più enti e la multidisciplinarietà, ma questo non deve andare a scapito della coerenza e credibilità del progetto. Sono consigliabili i partenariati numerosi solo quando la partecipazione di tutti gli enti coinvolti si basi su robuste motivazioni scientifiche e non sia finalizzata a "fare massa". Al tempo stesso, progetti più focalizzati su una singola tematica e che coinvolgano un minor numero di partecipanti hanno pari dignità, se validi dal punto di vista scientifico.
Sulla base dell'esperienza della precedente edizione di Ager, sono stati valutati positivamente da parte dei referee internazionali sia piccoli gruppi che proponevano una ricerca mirata ad un’unica tematica sia grandi gruppi che invece agivano su più fronti. Spetta quindi agli enti la valutazione su quale sia la strada migliore da percorrere sulla base delle ricerche da proporre: se unico progetto o se invece progetti separati.
16) Un ente pubblico, come ad esempio un Comune, può partecipare come partner?
No, in quanto manca del requisito di essere ente che svolge direttamente attività di ricerca scientifica (rif. bando 3.1).
17) Tutti i partner devono avere esperienze pregresse?
L'esperienza pregressa è un requisito che costituisce un criterio di merito, considerando anche che il valore aggiunto di un partner senza esperienza in nessuno degli ambiti d'interesse sarebbe abbastanza riduttivo.
18) Un eventuale brevetto frutto della ricerca sarà di esclusiva appartenenza di chi lo ha elaborato oppure diventerà bene comune?
La proprietà intellettuale rimarrà in capo agli enti finanziati. L’unico obbligo è di informare Ager su tutte le fasi di deposito e valorizzazione del brevetto, la cui intestazione potrà essere fatta ad uno o a più partner a seconda degli accordi di partenariato, che verranno esplicitati in un'apposita convenzione da stipularsi dopo l’assegnazione del contributo.
19) Nel bando si parla di “multidisciplinarietà”: cosa si intende?
La ricerca proposta deve integrare più competenze al fine di affrontare il problema in maniera quanto più possibile completa. Da qui l'importanza del contributo e delle esperienze dei singoli gruppi di ricerca e partner partecipanti.
20) I partner con sede legale e/o operativa fuori dai territori di riferimento delle Fondazioni aderenti ad Ager sono considerati beneficiari del contributo nella medesima modalità ed entità degli enti residenti nei territori di riferimento?
Si, le modalità sono le stesse, non esistono differenze.
21) Se un ente partecipa al progetto con due laboratori distinti, ai fini del partenariato e della presentazione della modulistica, i due laboratori devono considerarsi come partner distinti?
No, si tratta di un unico partner che ha due unità operative e nel progetto verranno specificati  compiti e ruoli delle due unità e loro apporto in termini di attività.
22) E’ possibile formare un’unità partner nella quale confluisce personale strutturato di atenei diversi, ad esempio una Università con il  Responsabile Scientifico ed un’altra Università con un docente esperto?
E’ possibile solo qualora una delle due Università  svolge  una piccola attività per il progetto, rendicontabile quindi come prestazione di terzi, rispettando i vincoli da bando che hanno questo tipo di prestazioni (si veda la Guida alla rendicontazione al paragrafo 4.4). Sostanzialmente, non è possibile riconoscere quote di costo a personale strutturato di un altro ente, se non come prestazione di terzi.
23) In riferimento al paragrafo 5.3 primo comma dei bandi viene stabilito che …non possono essere concessi - né direttamente né indirettamente contributi, erogazioni o sovvenzioni di alcun genere a enti con fini di lucro o imprese di qualsiasi natura. Cosa si intende per indirettamente?
Il termine fa riferimento ad un partner "mascherato" da subcontractor; a titolo di esempio, viene incaricata un'azienda privata che presta un servizio che può essere fornito da un partner, oppure un'azienda privata riceve e beneficia di un risultato in anteprima.
24) Il progetto ha la necessità di inserire determinate figure professionali non presenti tra i partner, individuate nel momento in cui, a progetto approvato, le attività lo richiederanno. E’ possibile?
E’ possibile, tuttavia è consigliabile specificare sempre chi sono i prestatori di servizio (subcontractor)  indicando nominativo, qualifica ed il costo. In mancanza di queste informazioni, è bene indicare nel project form quali sono le attività svolte, riportando i motivi che non  hanno permesso l’individuazione a priori dei fornitori del servizio o quali saranno  le modalità e i criteri per definire gli incarichi.
25) Le lettere di adesione al partenariato devono avere la firma elettronica?
No, la firma elettronica non è richiesta per cui è sufficiente allegare il pdf del documento firmato manualmente quando si invia il progetto.
1) La modulistica va compilata in inglese o in italiano oppure in entrambe le lingue?
La modulistica va compilata nella lingua utilizzata per i moduli pubblicati sul sito nella sezione bandi e precisamente: Anagrafica e progetto sintetico in italiano; Project presentation form e Budget form in inglese, con eventuali allegati sempre in lingua inglese, poiché saranno oggetto di valutazione da parte dei referee. Le Lettere di adesione al partenariato vanno compilate in italiano da parte dei partner italiani e in inglese nell’eventualità di partner stranieri.
2) I progetti sintetici in italiano e in inglese devono essere sottoscritti?
No.
3) Qualora un ente universitario intenda candidarsi al bando è necessaria la firma del Rettore?
Sì.
4) Se parte del personale temporaneo che si occuperà a tempo pieno del progetto non è stato ancora individuato ma lo sarà a progetto approvato, nell'indicazione del Temporary staff, è corretto inserire alla voce Nome  l'espressione to be defined?
Si è corretto, specificando nel progetto i motivi.
5) Ai fini della definizione del GANTT e per inserire data di inizio e fine progetto come richiesto nel Budget form nel foglio Breakdown total cost, quando si ipotizza che potranno iniziare  i progetti?
Si prevede di comunicare i progetti vincitori nella primavera 2016. Pur in assenza di una data precisa, le tempistiche del progetto vanno comunque pianificate e definito il GANTT,  considerando che a progetti approvati le tempistiche non più congruenti potranno essere ridefinite.
6) Come inviare il progetto ad Ager?
Il progetto, composto da modulistica ed allegati, va inviato esclusivamente per posta elettronica entro il 30 ottobre 2015 all’indirizzo PEC Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  Non saranno tenuti in considerazione invii cartacei.
7) Il Project presentation form e il Modulo del progetto sintetico devono essere firmati?
No, non è richiesta nessuna firma.
8) Nel Budget form, ogni  foglio Partner ha nella colonna C  ROLE  due asterischi (**) che rimandano alla nota:  add rows according to the number of partners. Come si interpreta?
Si tratta di un refuso, in quanto, ad esclusione del foglio Breakdown total cost,  la colonna ROLE è sempre relativa allo stesso Partner o capofila.
9) Cosa ci si aspetta con l’inserimento dei  giovani ricercatori  sul progetto, come richiesto al punto 12 del Project presentation form?
Ci si aspetta che per i giovani ricercatori (max 35-40 anni, anche a seconda del ruolo sul progetto) siano creati percorsi formativi solidi, ben strutturati e con concrete prospettive di crescita professionale, prevedendo un loro diretto ed attivo coinvolgimento all’interno del progetto. Questo coinvolgimento può concretizzarsi ad esempio attraverso la partecipazione a seminari come relatori, viaggi studio, esperienze di lavoro presso altri centri di ricerca, assegnazione all’interno del progetto di mini task con relativa responsabilità. Non è sufficiente quindi indicare ad esempio che si inseriranno nel progetto dei giovani ricercatori, ma si chiede di porre massima attenzione, indicando una serie di articolate azioni, al percorso di professionalizzazione per facilitarne l’inserimento lavorativo.
1) Può una facoltà non scientifica, come ad esempio giurisprudenza, partecipare al bando facendo seminari, divulgazione ed informazione sulle normative inerenti l'attività del progetto?
Non esistono vincoli in merito alle facoltà ammesse purché facciano ricerca o portino valore aggiunto per la realizzazione del progetto. Se la partecipazione del partner della facoltà di giurisprudenza è giustificata dall'attività di comunicazione strettamente legata allo specifico progetto, non ci sono ostacoli. Precisiamo comunque che in questo caso il budget per attività di comunicazione deve rispettare i vincoli di spesa ammessi per questa voce di costo (massimo il 15% dei costi addizionali di progetto, come riportato nella Guida alla rendicontazione, pagina 14 al paragrafo 4.7) e essere inserito alla voce Comunicazione e disseminazione.
2) Può essere oggetto di consulenza, in parte o totalmente, la realizzazione delle attività di comunicazione e disseminazione?
Si, può essere oggetto di consulenza sia in parte, sia totalmente. Le spese relative alla realizzazione di attività di comunicazione, ivi incluse le consulenze sul tema, devono essere inserite alla voce di spesa Comunicazione/Disseminazione e rimanere al di sotto del limite stabilito per tale voce (max  15% dei costi addizionali di progetto, come indicato sulla Guida alla rendicontazione, a pagina 14, punto 4.7 Comunicazione/disseminazione). La consulenza affidata all’esterno deve essere necessariamente indicata nel Project presentation form al punto 12 ed essere accompagnata da appositi preventivi di spesa che saranno allegati al progetto presentato.
3) Nelle Linee guida alla comunicazione è indicato che non sarà finanziato lo sviluppo di siti web di progetto. Come ci si può orientare nella stesura del Piano di comunicazione?
 I siti web dei progetti saranno pubblicati sul sito www.progettoager.it Dall’attuale home page si accederà, attraverso i pulsanti colorati posizionati a destra, ai quattro siti di settore, che conterranno i progetti, ciascuno con la propria autonomia.  Grafica e struttura di navigazione  saranno omogenee. La  struttura è impostata, ma non definitivamente chiusa e definita nel dettaglio in quanto sarà sviluppata anche in funzione delle tipologie di ricerca dei progetti finanziati. Pertanto nel Piano di comunicazione dei  progetti è possibile indicare quali sezioni si ritengono funzionali alla massima divulgazione web del progetto, dando così valore aggiunto al Piano di comunicazione presentato.
4) Il Piano di comunicazione va redatto a parte ed inviato come allegato?
 No, va scritto in lingua inglese nel Project presentation form al punto 10. Communication and dissemination.
5) Qual è il limite massimo per i costi relativi alla comunicazione?
Per le attività di comunicazione/disseminazione e altre spese gestionali, il bando prevede  una soglia massima del 15% dei costi addizionali di progetto (come indicato sulla Guida alla rendicontazione, a pagina 14, punto 4.7 Comunicazione/disseminazione). Pertanto è necessario che la somma di tutte le spese relative alla comunicazione/disseminazione, indipendentemente dal soggetto che le realizza (capofila, partner o eventuale affidamento a terzi) rientrino all’interno di questo limite.
6) Nel caso la comunicazione sia affidata a terzi, i relativi costi vanno imputati ad ogni partner?
 Si, possono esserlo, tuttavia suggeriamo sia un unico partner, ragionevolmente il capofila, a gestire  il rapporto con un incarico a valere per tutti i partner. Fare ATTENZIONE poichè in questo caso, pur essendo una prestazione di terzi, i costi non vanno imputati alla voce di spesa Subcontractor ma alla voce di spesa Comunicazione e Disseminazione e devono rimanere quindi al di sotto del limite stabilito per tale voce (max  15% dei costi addizionali di progetto, come indicato sulla Guida alla rendicontazione, a  pagina 14, punto 4.7 Comunicazione/disseminazione).
7) Il Piano di comunicazione va redatto a parte o inserito nel Project presentation form?
Il Piano di comunicazione va redatto in lingua inglese all'interno del Project presentation form al punto 10. Communication and dissemination.
8) Il Piano di comunicazione può essere finanziariamente a carico di un solo partner? Se si, su quali costi addizionali viene calcolato il limite massimo del 15% dei costi addizionali?
 Si, può essere a carico di un solo partner, tipicamente il capofila. Il limite massimo del 15% deve essere calcolato sulla somma dei costi addizionali di tutti i partner e quindi non solo di quelli del capofila.
1) Si possono utilizzare i fondi del progetto per pagare lo stipendio del Principal Investigator, nel caso in cui non sia già assunto a tempo indeterminato?
Se il Principal Investigator fa parte del temporary staff, il suo costo può essere a carico del progetto.
2) Il finanziamento prevede la copertura delle spese al 100%?
Si, è prevista la copertura dei costi totali del progetto, suddivisi in costi addizionali e spese correnti. Il costo totale di progetto indicato nel budget deve infatti coincidere con il contributo richiesto. I costi ammissibili sono elencati al punto 3.3 del bando e dettagliati nella “Guida alla Rendicontazione” disponibile anch'essa online nella sezione bandi.
3) Il finanziamento viene erogato solo al capofila o a ciascun componente del partenariato?
Il finanziamento viene erogato in tranche, a seguito di rendicontazione, al soggetto capofila, il quale provvederà poi alla ripartizione delle rispettive quote tra i partner. Le tranche sono periodiche secondo le tempistiche indicate nella Guida alla Rendicontazione (pag. 17). E' prevista inoltre un'erogazione iniziale a titolo di anticipazione (in percentuale ancora da definire). Si consideri che nella precedente edizione di Ager era prevista un'erogazione a titolo di anticipazione pari al 35% del contributo complessivo.
4) E' previsto un numero di progetti da finanziare per ciascun bando e/o un budget indicativo e massimo per ogni progetto?
Non è prevista alcuna indicazione di questo genere. L’unico riferimento è il budget massimo a disposizione del settore. In base alla richiesta economica dei progetti che si classificheranno in cima alla graduatoria di merito, sarà possibile finanziare un numero variabile di progetti. Ad esempio, se il budget complessivo è di 2,5 milioni di euro e si classifica 1° un progetto corrispondente al budget complessivo, ne potremo finanziare solo uno; al contrario, se i progetti in cima alla graduatoria sono da 250.000,00 euro l’uno, potremmo finanziarne 10. La richiesta economica non è vincolata, ma deve essere naturalmente coerente con il piano sperimentale, il numero di partner e la durata della ricerca.
5) Cosa si intende per “costi addizionali”?
I costi addizionali sono i costi aggiuntivi in cui l’ente incorre per la realizzazione del progetto e sono dati dalla somma dei costi ammortizzabili + personale non strutturato + prestazioni professionali di terzi + materiale di consumo + comunicazione e disseminazione + altri costi.
6) I beni ammortizzabili sono rimborsabili per il totale del loro valore o sono rimborsabili solo le quote di ammortamento?
È riconosciuta l'intera spesa come indicato al paragrafo “Piano economico” del bando.
7) L’ultimo punto del paragrafo 3.5 del bando dice che non saranno finanziati i progetti che non prevedano il reclutamento di giovani ricercatori: esiste un limite di età che li identifica?
Il bando non definisce in maniera tassativa il limite di età. L’indicazione è di rimanere al di sotto dei 35 anni.
8) A chi sarà affidata la valutazione di merito dei progetti?
La valutazione di merito dei progetti sarà affidata ad un panel internazionale di esperti (peer review) indipendenti atto a garantire obiettività e terzietà di giudizio. In fase di progettazione, Ager è in grado di esprimere solo valutazioni di congruenza che sono comunque indicative, rimandando come detto qualità e validità dei progetti agli esperti internazionali.
9) Nel caso di acquisto di un’attrezzatura completamente dedicata al progetto, quali costi di ammortamento è necessario imputare e per quanti anni?
Le attrezzature che servono al progetto verranno riconosciute al  100% del loro costo, entro i limiti del 15% dei costi addizionali,  come riportato nel bando al paragrafo 3.4 Piano economico e nelle Linee guida alla rendicontazione, al paragrafo 4.2 Costi ammortizzabili.
10) Stessa Università ma Dipartimenti  diversi impegnati sul progetto: come gestire il finanziamento?
La strada preferibile è che sia un Dipartimento a gestire la quota di finanziamento e riconoscere i costi agli altri Dipartimenti. Importante è che sul progetto siano fatte le specifiche su come sarà gestita la parte finanziaria (se in capo ad un unico Dipartimento o meno).
11) Le spese di manutenzione (interventi singoli o contratti) per apparecchiature già presenti nel laboratorio e usate per la ricerca sono rendicontabili?
No, non lo sono. A questo proposito, si rimanda alla Guida alla rendicontazione, paragrafo 4.2. Costi ammortizzabili (Amortizable costs).
12) Può rappresentare un criterio premiante presentare un progetto in cui le varie unità partner pesino sul budget in uguale misura? 
 No, non è un criterio premiante.
13) Il costo delle missioni per portare i risultati nei congressi nazionali ed internazionali va inserito nella voce Communication and dissemination activities and other costs?
 Si.
14) Gli interventi di manutenzione su attrezzature già presenti possono essere rendicontati?
No, gli interventi di manutenzione non sono direttamente rendicontabili in quanto imputati alla voce Spese generali del progetto, come specificato nella Guida alla rendicontazione al paragrafo 4.2 Costi ammortizzabili (Amortizable costs). 
15) Per l’acquisto di attrezzature è necessario allegare il preventivo di spesa?
Si, dove possibile è preferibile accompagnare tutte le spese indicate alla voce Amortizable costs con i relativi preventivi.
16) Per i materiale di consumo vanno allegati i preventivi? E quale livello di dettaglio occorre considerare  nella loro descrizione?
Tendenzialmente per i materiali di consumo non è necessario allegare dei preventivi. E’ consigliabile comunque farlo per materiali particolari o particolarmente costosi e nei casi in cui si ritiene necessario fornire maggiori informazioni. Il dettaglio nella descrizione è quello richiesto da un referee internazionale esperto del settore per poter formulare un giudizio di adeguatezza rispetto all’importo indicato nel progetto, mettendo in relazione l’importo e le attività da svolgere. La previsione di spesa deve essere il più possibile attendibile. A progetto approvato eventuali variazioni saranno valutate da Ager solo a seguito di specifiche e motivate richieste.
17) I costi per le missioni dovute alle riunioni di coordinamento del progetto e per gli spostamenti che il progetto richiede (ad esempio per recarsi nei campi prova), in quale voce di spesa vanno inseriti?
Se i costi sono riferiti a personale spesato dal progetto AGER e indicato alla voce Temporary staff, vanno inseriti alla medesima voce. Se i costi sono riferiti a personale strutturato o a personale non strutturato ma non spesato da AGER vanno inseriti nella voce Altri costi gestionali (Other costs).
18) In quale voce di spesa  va inserito  il costo per il noleggio delle attrezzature?
Va inserito nei costi ammortizzabili, la cui specifica è riportata sulla Guida alla rendicontazione a pagina 7, alla voce  4.2. COSTI AMMORTIZZABILI (Amortizable costs).
19) Eventuali costi di patenting dove vanno inseriti?
Vanno nella voce  COSTI AMMORTIZZABILI (Amortizable costs).
20) Come calcolare le spese correnti (overheads)?
 Il bando dice che ...Il contributo Ager prevede la copertura del 100% dei costi totali di progetto, dati dai costi addizionali + spese correnti... Le spese correnti possono essere al massimo il 5% dei costi addizionali. Per calcolare il 5%, si sommano tutti i costi addizionali (ammortizzabili, personale non strutturato, prestazioni di terzi, materiali di consumo, attività di comunicazione e disseminazione e altri costi) e su questa somma si calcola il 5%.
21) Nel Budget form, il  foglio Breakdown total cost  riporta gli overheads, mentre nei fogli dei singoli partner gli overheads non sono indicati: come gestire questa voce di costo?
Ci sono due possibilità: la prima è indicare il totale degli overheads nel foglio Breakdown total cost ed in questo caso gli overheads verranno imputati in maniera proporzionale ai partner in funzione del loro budget; la seconda possibilità è di indicare i singoli importi di ogni partner nel relativo foglio di descrizione dei costi aggiungendo la voce overheads.

 

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