header zootecnia

Zootecnico

 

A partire dal 2005 il settore suinicolo ha affrontato una forte crisi. Le quotazioni dei suini destinati alla macellazione non coprivano i costi di produzione, aumentati a causa dei prezzi dell’energia e delle materie prime - semi oleosi e cereali - utilizzati per l’alimentazione. Una crisi aggravata dal calo degli acquisti e del consumo pro-capite che ha interessato anche produzioni di pregio italiane, come i prosciutti DOP. A questo si aggiungeva l’esigenza di una riorganizzazione degli allevamenti, a causa delle nuove normative europee a carattere ambientale (Direttiva nitrati) e per il benessere degli animali.
Ager ha sostenuto il rilancio di uno dei più importanti comparti zootecnici nazionali con tre progetti:  

  • Validazione di soluzioni territoriali e tecnologiche per la sostenibilità ambientale e la riduzione dei costi di gestione degli effluenti negli allevamenti di suini delle regioni del bacino padano-veneto
  • Advanced research in genomics and processing technologies for the Italian heavy pig production chain - Hepiget
  • Compatibilità ambientale e benessere animale nella filiera del suino per migliorare la redditività e garantire la sostenibilità - Filiera verde del suino

Le ricerche hanno sviluppato nuove soluzioni e tecniche per la riduzione dei costi dei gestione degli effluenti zootecnici, per sostenere la filiera del suino pesante destinato alla produzione di prosciutti DOP e per ridurre l’impatto dei reflui zootecnici sull’ambiente e migliorare il benessere degli animali.
I ricercatori hanno studiato un sistema in grado di valutare diverse alternative di gestione degli effluenti zootecnici, adattandole in maniera sostenibile, dal punto di vista ambientale ed economico, alle singole realtà aziendali. Hanno lavorato sul miglioramento genetico del suino pesante, selezionando gli animali più adatti per la produzione di prosciutti DOP a ridotto contenuto di sale e con migliorate caratteristiche nutrizionali e salutistiche. Sono stati messi a punto nuovi regimi alimentari per i suini finalizzati a diminuire il carico inquinante nelle escrezioni dovuto ad azoto e fosforo, fornendo agli allevatori soluzioni a basso costo per il rispetto delle normative sul benessere degli animali allevati.

 

I progetti

 

Validazione di soluzioni territoriali e tecnologiche per la sostenibilità ambientale e la riduzione dei costi di gestione degli effluenti negli allevamenti di suini delle regioni del bacino padano-veneto

Il progetto ha studiato innovative soluzioni tecniche ed economicamente sostenibili per ridurre l’impatto ambientale delle aziende suinicole e per la corretta applicazione delle normative ambientali in materia di gestione dei reflui zootecnici (Direttiva nitrati). In particolare, la ricerca ha messo a punto nuovi sistemi di gestione degli effluenti identificando, grazie ad un apposito software, le migliori soluzioni adattabili alle diverse caratteristiche dell’allevamento.

leggi tutto...
Importo finanziato
Il progetto è stato sostenuto con un importo di 848.902,00 euro, è iniziato il 15 settembre 2011 ed è terminato il 31 marzo 2014.

I partner
Università degli Studi di Milano (capofila), Università degli Studi di Udine, Università degli studi di Torino, Università degli Studi di Padova

I risultati
Gli effluenti di allevamento, cioè le deiezioni degli animali, sono una risorsa per il loro contenuto di nutrienti, essenziali per la crescita delle piante e per la possibilità di produrre energia perché ricchi di sostanza organica. La maggior parte degli sostanze contenute negli alimenti per il bestiame si ritrova negli effluenti. Per questo è importante utilizzare al meglio questo prodotto in modo da sfruttarne il valore e da ridurne le emissioni che si generano nella sua gestione (a esempio ammoniaca in aria, nitrati nelle acque).
L’attività svolta con le ricerche ha consentito di ottenere indicazioni utili per l’introduzione nelle aziende zootecniche di soluzioni migliorative per la gestione degli effluenti, quali la separazione meccanica della fase solida da quella liquida anche con l’uso di additivi, il compostaggio delle frazioni solide, il trattamento con microalghe, la fitodepurazione, la digestione anaerobica, la sostenibilità delle coperture delle vasche di stoccaggio, la denitrificazione Anammox, l’efficienza dell’utilizzo agronomico dell’azoto da effluenti.
Le indicazioni ottenute sono state unite alle conoscenze pregresse per la realizzazione di un Sistema di Supporto alle Decisioni che consente di fornire soluzioni ottimali per la gestione degli effluenti in una singola azienda o gruppo di aziende. Per ogni territorio è possibile individuare le migliori soluzioni di gestione consortile che consentono di minimizzare costi ed emissioni verso l’ambiente, raggiungendo la conformità rispetto alle normative vigenti. Il software http://www.seespig.unimi.it è liberamente utilizzabile on-line e non richiede esperienza specifica nel settore.
I destinatari diretti dell’iniziativa sono stati gli allevatori, che in questo modo possono individuare ed effettuare interventi mirati al raggiungimento degli obiettivi ambientali della loro azienda senza incidere negativamente sul reddito aziendale. Ovviamente, l’introduzione di questi nuovi sistemi di gestione e di trattamento degli effluenti comportano anche una ricaduta diretta sui tecnici e sulle ditte che operano nel settore.

 

Advanced research in genomics and processing technologies for the Italian heavy pig production chain - Hepiget

Il progetto ha puntato a nuove conoscenze, innovazioni e applicazioni pratiche in alcuni settori critici all’interno della filiera suinicola italiana. In particolare ha studiato: il miglioramento genetico del suino pesante destinato alla produzione dei prosciutti DOP Parma e San Daniele; la riduzione della contaminazione microbica durante la macellazione; le caratteristiche nutrizionali della carne e dei prosciutti, mediante l’utilizzo di apposite diete e di nuove tecnologie per ridurre il contenuto di sale; la riduzione dei difetti durante la stagionatura dei prosciutti.

leggi tutto...
Importo finanziato
Il progetto è stato sostenuto con un importo di 2.454.414,00 euro, è iniziato il 1 luglio 2011 ed è terminato il 31 marzo 2015.

I partner
Università degli Studi di Bologna (capofila), Fondazione Parco Tecnologico Padano, Università degli Studi di Udine, Università degli Studi di Parma, Stazione Sperimentale Industrie Conserve Alimentari di Parma

I risultati
La ricerca di marcatori genetici per il carattere resistenza alla Sindrome Riproduttiva e Respiratoria Suina (PRRS) ha portato alla identificazione digeni e markers coinvolti nella risposta immune generale del suino ed in particolare nella risposta al virus della PRRS.  Questa scoperta potrà essere utilizzata per la selezione di razze e linee genetiche resistenti e/o tolleranti alla malattia.
Metodi innovativi di genomica hanno poi permesso di identificare i geni responsabili delle caratteristiche qualitative della carcassa, una scoperta utilizzabili per selezionare razze con una migliore resa, per modificare il contenuto di grasso nella carcassa e migliorarne la qualità in funzione delle richieste di mercato.
La ricerca si è anche indirizzata allo studio dei parametri genetici (ereditabilità e correlazioni genetiche) degli acidi grassi che compongono il lardo dorsale. I risultati mostrano che il contenuto di acidi grassi del lardo dorsale è ereditabile e ciò suggerisce la possibilità di miglioramento genetico della composizione del grasso sottocutaneo per i diversi fini selettivi.

Un altro studio ha riguardato la variabilità della qualità della carcassa e della coscia destinata alla produzione dei prosciutti DOP in relazione alla variabilità del DNA dei suini. I risultati offrono la possibilità di utilizzare queste informazioni per identificare i riproduttori da impiegare nei programmi di accoppiamento per la produzione di suini rispondenti ai requisiti qualitativi delle DOP.
Sono state messe a punto nuove metodologie per una migliore sanificazione delle carcasse mediante un innovativo sistema di depilazione con prodotti chimici. I risultati sono di particolare interesse in quanto la sanificazione della superficie della carcassa risulta molto efficace e non modifica le caratteristiche della carne e del prosciutto crudo stagionato.  Il trattamento deve comunque subire implementazioni tecniche che lo rendano applicabile su scala industriale. Al momento appare particolarmente adatto a impianti di piccole dimensioni.
Un’ulteriore linea di ricerca ha indagato la messa a punto di nuovi protocolli per la riduzione del sale nei prosciutti crudo e cotto senza alterarne le qualità nutrizionali ed organolettiche. I prosciutti a ridotto sale (-25% rispetto al prodotto di riferimento) hanno migliorato il profilo nutrizionale, sia per il sodio che per l’attività antiossidante. La riduzione ha determinato un aumento della proteolisi e una diminuzione della consistenza del magro e il colore non ha mostrato differenze. Anche per il prosciutto cotto ad alta qualità è stato possibile ottenere una riduzione di oltre il 25% del sale rispetto alla media dei prosciutti cotti nazionali senza compromettere le sue caratteristiche qualitative sensoriali e di presentazione.
Riguardo al “difetto di vena” dei prosciutti sono state individuate le specie che con maggiore probabilità ne sono la causa: Halanaerobium praevalens e Marinilactibacillus psichrotolerans sono gli unici, tra i microrganismi inoculati, in grado di svilupparsi in tutti i prosciutti e fino a concentrazioni riconducibili ad una possibile causa di alterazione per tutto il periodo di stagionatura. E un ulteriore aspetto di particolare interesse ha riguardato lo studio e la caratterizzazione dei peptidi bioattivi e biofunzionali che originano dalla proteolisi e successiva digestione dei prosciutti stagionati. I risultati hanno evidenziato che il prosciutto crudo è una fonte di peptidi bioattivi che si liberano durante la digestione gastrointestinale. Molti dei peptidi generati mostrano attività antiipertensiva e antiossidante in vitro e sono in grado di attraversare intatti la membrana dell’epitelio intestinale, potendo esprimere quindi una bioattività sistemica

 

Compatibilità ambientale e benessere animale nella filiera del suino per migliorare la redditività e garantire la sostenibilità - Filiera verde del suino

Il progetto ha studiato soluzioni per facilitare l’applicazione della nuova normativa ambientale (Direttiva nitrati), attraverso la messa a punto di nuovi sistemi di alimentazione per diminuire i quantitativi di azoto nelle deiezioni dei suini. La ricerca ha indagato nuovi sistemi per migliorare il benessere animale, in base alle normative europee. Tutto con l’obiettivo di fornire agli allevatori risposte concrete, operative ed economicamente sostenibili.

leggi tutto...
Importo finanziato
Il progetto è stato sostenuto con un importo di 1.196.682,00 euro, è iniziato il 1 settembre 2011 ed è terminato il 31 dicembre 2014.

I partner
Università degli Studi di Milano (capofila), Università Cattolica del Sacro Cuore, Università degli Studi di Bologna, Università degli Studi di Firenze, CRA-SUI, CRPA di Reggio Emilia, Università degli Studi di Padova, Università degli Studi di Udine

I risultati
Il progetto ha dimostrato, con numerose prove sperimentali e indagini sul campo, che è possibile ridurre molto l’impatto ambientale degli allevamenti suinicoli, pur mantenendo inalterata la produttività e la redditività. In particolare, tramite l’impiego di alcuni alimenti e la formulazione bilanciata delle diete (per es. con meno proteine totali e aggiunta invece di singoli aminoacidi), è possibile ridurre del 30%-40% l’eliminazione (con feci e urine) di azoto, fosforo e zinco, riducendo così fortemente fenomeni ambientalmente negativi come l’inquinamento dell’acqua del sottosuolo con nitrati (tossici se oltre una certa soglia), dell’aria con ammoniaca (causa di piogge acide e polveri sottili), del suolo e delle acque superficiali con fosforo (causa eutrofizzazione con moria di pesci e fauna acquatica in genere) e con zinco (tossico per gli organismi biologici, se oltre certe concentrazioni). Dalle prove è anche emerso il tipo genetico di suino più adatto per la produzione del prosciutto crudo DOP. I risultati emersi dalle sperimentazioni possono essere immediatamente applicati in campo.

Sul fronte del benessere animale, dopo un’ampia indagine conoscitiva circa l’uso di materiale manipolabile da parte dei suini, sono state fatte delle prove sperimentali per individuare i materiali più adatti per soddisfare la motivazione a esplorare degli animali, stimolandone il comportamento di gioco e la curiosità. Materiali legnosi specifici, soprattutto se sospesi a catena, si sono rivelati i migliori.

 

     logo fondazione parma  logo fondazione cariplo      logo cr cuneo         logo fondazione carife       logo fondazione cr firenze         logo fondazione Friuli    logo fondazione modena     logo fondazione padova rovigo          logo fondazione teramo        logo fondazione caritro trento rovereto    logo fondazione venezialogo fondazione vercelli            

Ager - Agroalimentare e ricerca,
è un progetto di ricerca agroalimentare promosso e sostenuto da un gruppo di Fondazioni di origine bancaria.

AGER
Presso Fondazione Cariplo
Via Manin n. 23 - Milano
cf 00774480156

Progetto Ager

Valentina Cairo
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Tel +39 02 6239214

Riccardo Loberti
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.