Il destino delle foglie presenti nelle olive conferite al frantoio? Essere riutilizzate in un’ottica di economia circolare, per produrre biofenoli da impiegare nell’industria alimentare. Con questo obiettivo, l’Università di Parma, sotto la direzione della Prof.ssa Emma Chiavaro, sta conducendo una ricerca all’interno del progetto S.O.S., che punta a sfruttare le alte potenzialità che hanno le foglie di olivo.  I biofenoli, va ricordato, sono composti naturali che possiedono grandi proprietà salutistiche: combattono i batteri, i virus, le infiammazioni, le allergie. Prevengono l’invecchiamento delle cellule e sembrano avere potere preventivo anche nei confronti delle malattie cardiovascolari e di alcuni tipi di tumore.

Mentre la popolazione mondiale continua a crescere, la necessità di prodotti alimentari acquatici sani e di alta qualità è in aumento sia nei paesi industrializzati che in quelli in via di sviluppo. Poiché la pesca di cattura rimane stagnante e vulnerabile, solo l'acquacoltura può soddisfare un tale aumento della domanda. Per diventare la principale fonte di produzione alimentare acquatica e contribuire efficacemente alla “rivoluzione blu”, l'acquacoltura mondiale è impegnata in una produzione sempre più responsabile ed ecosostenibile, di crescente sensibilità sociale, di qualità tracciabile e certificabile che si sviluppa sotto un approccio ecosistemico. La problematica della nutrizione degli organismi acquatici rappresenta il legante all’interno di tale contesto.

Secondo il calcolo del Global Footprint Network (GFN), organizzazione internazionale di ricerca, il primo di agosto è stato per il 2018 l’Earth Overshoot Day, ovvero il giorno a partire dal quale l’uomo inizia ad usare più risorse naturali di quanto il Pianeta possa rinnovarne nel corso dell’anno. Secondo i calcoli del GFN, per soddisfare l’attuale domanda di risorse naturali occorrerebbero 1,7 Pianeti Terra.

Di Silvia Maiolo, Unversità di Venezia Cà Foscari, Dip. di Scienze Ambientali, Informatica e Statistica

 

Alla ricerca di nuove soluzioni mangimistiche, il progetto SUSHIN si è focalizzato su quattro fonti proteiche alternative:

  • una materia prima attualmente sottovalutata ma dalle interessanti proprietà nutrizionali, ossia la farina derivante da sottoprodotti della macellazione degli avicoli (polli e tacchini);
  • tre farine sviluppate solo di recente a partire da larve di mosca, da gamberi selvatici d’acqua dolce (appartenenti a una specie alloctona e invasiva in Italia) e da micro-alghe.

Il Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell'Università degli Studi di Torno bandisce una borsa di studio di ricerca della durata di 6 mesi per la formazione di operatori nel settore dell'itticoltura.
L’attività di ricerca consisterà nel campionamento, nella supervisione prove di accrescimento e digeribilità, analisi di laboratorio e istologia; analisi dei dati. Le attività sono da svolgersi presso il DISAFA e il Centro di Allevamento del DISAFA (Carmagnola).

E' possibile inviare la propria candidatura ENTRO il 19 Aprile

Informazioni e bando

Ager - Agroalimentare e ricerca,
è un progetto di ricerca agroalimentare promosso e sostenuto da un gruppo di Fondazioni di origine bancaria.

AGER
Presso Fondazione Cariplo
Via Manin n. 23 - Milano
cf 00774480156

Progetto Ager

Valentina Cairo
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Tel +39 02 6239214

Riccardo Loberti
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