Dieta e salute intestinale: quali sono le implicazioni pratiche di questo rapporto in acquacoltura?

Un aspetto della salute animale che deve sempre essere tenuto in considerazione nei pesci di allevamento è quello di salute intestinale o “gut health”.
 
Da cosa deriva la sua importanza? In primo luogo, è sinonimo di salute ed è ciò che maggiormente influenza le performance produttive dell’animale: se, difatti, l’intestino si trova in uno stato di salute, l’animale crescerà in maniera più efficiente, e, di conseguenza, fornirà un prodotto di qualità maggiore all’allevatore e, soprattutto, al consumatore finale.
 
La salute intestinale si basa su un equilibrio estremamente delicato tra tre fattori principali: la flora microbica che popola il lume intestinale (definita microbiota), l’ospite (nel nostro caso, il pesce) e la parete dell’intestino (in particolar modo, la morfologia della mucosa e la produzione di mucine da parte di quest’ultima). Ognuno di questi aspetti ha una sua importanza specifica per lo stato di salute dell’intestino. In particolare, il microbiota intestinale apporta benefici importanti all’ospite, fornendogli nutrienti e modulando lo sviluppo e il funzionamento del suo sistema digestivo e immunitario. Può avere effetti importanti sulla morfologia della mucosa intestinale, sui processi di digestione e assorbimento dei nutrienti e rappresentano la prima linea di difesa nei confronti di agenti patogeni.
 
Uno degli aspetti che può alterare maggiormente la salute intestinale è rappresentato dalla dieta. Un esempio molto attuale e calzante è l’utilizzo della farina di insetto, una fonte proteica particolarmente promettente per l’alimentazione animale. Studi recenti realizzati presso l’Università degli Studi di Torino (DISAFA) hanno, difatti, dimostrato come l’utilizzo di farina di Hermetia illucens (la comune mosca soldato nera) nell’alimentazione della trota iridea non determini nessun effetto negativo sulla morfologia intestinale e sulle funzionalità digestive dei pesci di allevamento.
 
Tale risultato potrebbe rappresentare un vantaggio notevole se rapportato a quanto ottenuto utilizzando fonti proteiche di origine vegetale (farina di soia, soprattutto), le quali possono influenzare negativamente la morfologia dei villi intestinali e le performance produttive dei pesci. Sebbene i dati relativi alla modulazione del microbiota intestinale del pesce in seguito a modificazioni dietetiche siano ancora limitati, notevoli progressi sono stati ottenuti con le ricerche del progetto Ager 4F (Fine Feed For Fish), confermando l’importanza di un controllo dell’ecosistema microbico intestinale, al fine di ottenere buone performance nell’allevamento.
 
Gli studi proseguiranno nel 2019-2020, finalizzati a valutare anche l’effetto sulla qualità organolettica e nutrizionale del prodotto.
 
 
Fonte: Biasato Ilaria, Laura Gasco, Università degli Studi di Torino

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