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Dal suolo al campo

La convenienza economica delle pratiche sostenibili: evidenze e dati dai vigneti dell’Irpinia

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Uno studio del progetto PLANTìA valuta costi e benefici di pratiche innovative per la salute del suolo e delle colture: i primi dati mostrano opportunità interessanti per il futuro della viticoltura.

 

L’introduzione di innovazioni sostenibili in agricoltura richiede una valutazione rigorosa non solo dell’impatto ambientale, ma anche della fattibilità economica. La transizione verso pratiche bio-sostenibili deve garantire la stabilità del reddito dell’agricoltore per essere adottata su larga scala.

In quest’ottica, Giuliana De Carlo, ricercatrice di PLANTìA presso il Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II di Napoli, ha analizzato gli impatti economici nell’applicazione di tecniche innovative, quali l’impiego di tè di compost e consorzi microbici, associati all’inerbimento,  messe a punto per tutelare la salute dei suoli e delle colture. In particolare, lo studio ha riguardato la redditività economica di due vitigni di pregio in Irpinia, quali le cultivar Greco (presso l’azienda Mastroberardino) e Aglianico (presso l’Istituto Tecnico Agrario “De Sanctis”).

“I risultati preliminari del 2025 mostrano dinamiche differenziate tra i siti sperimentali” afferma Giuliana De Carlo durante la presentazione dei risultati delle sue ricerche. “Per la cultivar Greco si evidenzia un impatto economico lievemente negativo per tutte le tesi a causa dei costi iniziali, mentre per la cultivar Aglianico si è registrato un riscontro economico positivo già dal primo anno di sperimentazione, indicando come l’efficienza operativa sia influenzata significativamente dalla struttura dei costi specifici di ogni sito.”

Sebbene i risultati siano ancora in fase di consolidamento, dall’analisi costi-benefici emerge che l’adozione delle tecniche innovative testate dal progetto punta nel medio periodo a un aumento della produzione commerciale, un incremento della qualità del prodotto che può favorire anche l’aumento del prezzo di vendita e una riduzione dei costi dei fertilizzanti, migliorando il profitto complessivo del sistema di gestione vitivinicolo.

I dati sono stati presentati in occasione del convegno che si è tenuto ad inizio anno ad Avellino.

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A cura di: Giuliana De Carlo (Università Federico II di Napoli) e Paola Iovieno (CREA-Orticoltura e Florovivaismo), rispettivamente ricercatrice e responsabile comunicazione di PLANTìA

Nella foto di copertina Giuliana De Carlo presenta la sua relazione al convegno di Avellino.

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