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Dal suolo al campo

L’impiego dei droni per individuare precocemente lo stress associato alla moria del kiwi

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Saveria Mosca – Università Mediterranea di Reggio Calabria – illustra i test del progetto SOS-KIWI per individuare precocemente le piante di actinidia affette da moria grazie all’impiego di droni e sensoristica avanzata.

 

La sindrome della moria del kiwi è oggi una delle emergenze fitosanitarie più gravi per il comparto dell’actinidia in Italia, causando declino rapido delle piante e importanti perdite produttive. Nel progetto SOS-KIWI, il monitoraggio con droni viene utilizzato per individuare precocemente segnali di stress fisiologico associati alla moria, integrando i rilievi di campo con tecnologie di Agricoltura 4.0.

L’obiettivo è sviluppare protocolli replicabili per il monitoraggio precoce degli actinidieti e fornire a tecnici e agricoltori strumenti concreti per una gestione sostenibile degli impianti.

I droni sono dotati di sensori multispettrali e termici che permettono di valutare il vigore delle piante e di individuare possibili situazioni di stress idrico o fisiologico, anche quando non sono ancora visibili a occhio nudo.

I dati raccolti vengono elaborati per ottenere mappe che evidenziano le aree più critiche dell’impianto, così da supportare tecnici e agricoltori nella programmazione di controlli e interventi mirati. La campagna di monitoraggio è realizzata da SOS-KIWI in collaborazione con il gruppo di Ingegneria Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria.

 

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