Dal Piemonte agli Stati Uniti, passando per le aule universitarie fino ai filari sperimentali di actinidia. Da marzo ad oggi il Centro Sperimentale Frutticolo della Fondazione Agrion di Manta ha accolto 16 gruppi di visitatori, trasformando il campo sperimentale in un luogo di incontro tra ricerca, formazione e divulgazione scientifica. Tra i partecipanti gli studenti del corso di Laurea in Scienze e Tecnologie Agrarie dell’Università di Torino e gruppi provenienti da università americane di Texas, Ohio, Virginia e Colorado.
Durante il percorso, i ricercatori hanno illustrato gli obiettivi del progetto SOS-KIWI, dedicato allo studio della moria del kiwi, spiegando come ricerca scientifica e sperimentazione in campo siano fondamentali per comprenderne le cause e sviluppare strategie di contenimento sostenibili. Guidati dai tecnici e dai ricercatori della Fondazione Agrion, i visitatori hanno potuto osservare direttamente il nuovo impianto sperimentale di actinidia, realizzato nell’ambito del progetto, e comprendere come nasce una sperimentazione in campo, dalla progettazione delle prove fino al monitoraggio delle piante.
Uno dei momenti più significativi della visita è stato dedicato all’osservazione delle giovani piante inoculate con differenti consorzi microbici benefici, sviluppati dai partner del progetto: Università di Torino, Udine, Reggio Calabria e Napoli. Accanto a queste prove, i ricercatori hanno illustrato anche le sperimentazioni dedicate alla gestione sostenibile del suolo, tra cui la valutazione dell’impiego di specie erbacee da sovescio, come la rucola, per studiarne l’effetto sui microrganismi coinvolti nella moria del kiwi.
Durante gli incontri è stato inoltre approfondito il tema della moria del kiwi, una delle principali emergenze dell’actinidicoltura italiana, aggravata dagli effetti dei cambiamenti climatici. I ricercatori hanno spiegato come questa sindrome provochi una progressiva perdita della funzionalità dell’apparato radicale, compromettendo l’assorbimento di acqua e nutrienti fino al collasso della pianta e come le strategie attualmente in sperimentazione possano contribuire a migliorare la salute del terreno e ad aumentare la resilienza delle piante.
Le visite hanno rappresentato un’importante occasione di confronto tra ricerca e formazione, permettendo agli studenti di osservare direttamente come nasce una sperimentazione e quali strumenti vengono utilizzati per affrontare una delle principali emergenze della coltivazione del kiwi. Attraverso iniziative di questo tipo, SOS-KIWI contribuisce a diffondere la conoscenza scientifica e a promuovere il dialogo con le future generazioni di tecnici e ricercatori.
Nelle foto: filare di actinidia in sperimentazione, studenti del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari – DISAFA (Università di Torino) e gruppo di giovani studenti americani.
A cura di Luca Nari (Responsabile area tecnica Fondazione Agrion), Elena Negro (ricercatrice Fondazione Agrion), Aurora Corrao (Ufficio comunicazione Fondazione Agrion) ed Elisabetta Talevi Paletto (Università di Torino)



