Dalla diagnosi precoce ai nuovi consorzi microbici, fino alla gestione agronomica e alla selezione di genotipi più resilienti: il 15 settembre il progetto SOS-KIWI presenta all’Università di Udine le innovazioni per prevenire e combattere la moria del kiwi. Un appuntamento imperdibile per chi tiene al futuro della filiera ed ha a cuore la coltivazione dell’actinidia.
La moria del kiwi può essere contrastata? Quali innovazioni e strumenti concreti offre oggi la ricerca per prevenirla e contenerla? In che modo ricercatori, tecnici e imprese possono collaborare insieme per risolvere il problema? A queste e a tante altre domande darà risposta il convegno che si terrà solo in presenza martedì 15 settembre dalle ore 9 alle 17.00 presso la Biblioteca scientifica dell’Università di Udine, in via Fausto Schiavi 44.
Si parlerà di …
L’evento riunisce i ricercatori del progetto SOS-KIWI e alcuni dei principali esperti italiani impegnati nello studio della moria. Saranno presentati i risultati più recenti e le strategie disponibili o in fase di sperimentazione per prevenire e contenere una sindrome che, dal 2012, ha falcidiato gli impianti e determinato la perdita di circa un quarto delle superfici italiane coltivate ad actinidia, con pesanti ripercussioni economiche per l’intero comparto.
Sono previste quattro sessioni che ripercorrono l’intero percorso della ricerca:
- stato dell’arte della moria in Italia e valutazione del suo impatto economico e ambientale;
- analisi delle cause e dei patogeni coinvolti;
- ruolo della microbiologia del suolo;
- le soluzioni offerte da nuovi consorzi microbici messi a punto dal progetto;
- gestione dei principali aspetti agronomici e genetici, con particolare attenzione a irrigazione, portinnesti e genotipi resistenti.
L’evento si concluderà con una tavola rotonda coordinata da Ager-Agroalimentare e ricerca e dedicata al confronto tra ricerca, assistenza tecnica e mondo produttivo: interverranno il professor Raffaele Testolin dell’Università di Udine, tra i primi ricercatori a introdurre e studiare la coltura dell’actinidia in Italia; Irene Donati, Innovation Leader Biosecurity di Zespri, Mirco Stefanati, direttore tecnico di KIKOKA’, Paolo Ermacora, ricercatore e docente dell’Università di Udine, in rappresentanza del progetto SOS-KIWI.
Entro il 10 settembre le iscrizioni
Sostenuto da AGER con un budget di 800mila euro e coordinato dall’Università di Udine, SOS-KIWI è il primo progetto nazionale che ha riunito un ampio partenariato scientifico distribuito nelle principali aree di coltivazione dell’actinidia e composto dalle Università di Torino, di Napoli Federico II, Mediterranea di Reggio Calabria e dalla Fondazione Agrion.
Per partecipare occorre iscriversi entro giovedì 10 settembre.
Consulta il programma dettagliato e per ulteriori informazioni puoi inviare e-mail a sos-kiwi@uniud.it
E se vuoi conoscere attività e risultati del progetto SOS-KIWI – Progetto Ager



