Fra le colture su cui si sta sperimentando il tè di compost c’è anche la vite: ma quali sono gli effetti?
Alla domanda hanno risposto Alessandro Mataffo (assegnista di ricerca) e Angelita Gambuti (docente), del Dipartimento di Agraria dell’Università di Napoli Federico II, in occasione del convegno del progetto PLANTìA che si è tenuto a inizio anno ad Avellino.
I due ricercatori hanno presentato gli effetti del tè di compost, dei consorzi microbici e degli inerbimenti funzionali sulla fisiologia della vite e i potenziali impatti enologici sul vino.
Gli esperimenti si sono svolti in due siti distinti sulle varietà Greco e Aglianico. Dalle prove è emersa la capacità di tutti i trattamenti sperimentali, e dell’inerbimento funzionale in particolare, di contenere lo stress idrico nelle piante di vite.
I dati sono stati confermati sia nelle diverse annate, sia tra le diverse varietà, evidenziando l’efficacia dei trattamenti nell’attenuare gli effetti negativi degli stress abiotici. Come sottolineato dai relatori, “…questi effetti si sono tradotti in un significativo rallentamento dell’accumulo degli zuccheri nelle diverse tesi rispetto al controllo.” Si tratta di un risultato particolarmente rilevante, considerando la crescente tendenza a un’eccessiva accumulazione di zuccheri nelle uve alla raccolta, fenomeno legato ai cambiamenti climatici e particolarmente evidente nelle varietà a bacca bianca.
Oltre a questo, gli effetti del tè di compost, dei consorzi microbici e degli inerbimenti funzionali si sono tradotti in vini con una diversa composizione, di cui alcune migliorative. In particolare, dalle vinificazioni svolte sul vitigno Greco è emerso che:
- l’inerbimento e il tè di compost potenziato con i consorzi microbici hanno contribuito a mantenere un contenuto di acido malico più elevato;
- tutte le tesi sperimentali hanno favorito il contenimento del fenomeno dell’imbrunimento, al quale il Greco è particolarmente suscettibile.
Scarica il Graphical abstract (Alessandro Mataffo, Angelita Gambuti)
A cura di Alessandro Mataffo, Angelita Gambuti, Boris Basile (Dipartimento di Agraria, Università Federico II di Napoli) e Paola Iovieno (CREA-Orticoltura e Florovivaismo), rispettivamente ricercatori e responsabile comunicazione del progetto PLANTìA



