La determinazione dell'autenticità degli oli d'oliva extravergini (EVOO) è diventata sempre più importante negli ultimi anni a seguito di scandali dovuti ad adulterazione e contaminazione a cui sono soggetti gli oli. Per questo una delle attività del progetto VIOLIN ha riguardato la valutazione della possibilità di considerare il profilo ossidoriduttivo (cioè il livello di ossidazione di un olio) come un'impronta caratteristica degli oli extravergini di oliva.

Elettrodo

A tale scopo, sono stati preparati elettrodi in pasta di carbonio (Carbon Paste Electrode, CPE), mescolando polvere di grafite e olio campione ed inserendo un contatto elettrico, ottenendo un elettrodo modificato con EVOO (EVOO-CPE), come mostrato nella figura di sinistra. 

Gli elettrodi sono stati preparati con EVOO provenienti da diverse regioni italiane e con oli di oliva, di semi di arachidi e di girasole.

Sono state testate diverse condizioni per valutare quelle che consentono di ottenere la migliore ripetibilità e sensibilità. I segnali ottenuti sono dati dalle sostanze con proprietà ossidanti/riducenti presenti all’interno dei diversi oli e riflettono le reazioni presenti in ciascun campione. Per questo motivo, i profili di corrente ottenuti risultano caratteristici per ciascun tipo di olio. Inoltre, altri CPE sono stati preparati utilizzando miscele composte da olio di oliva e oli di diversa origine vegetale per valutare la reale capacità della tecnica di discriminare possibili adulterazioni.

Per valutare la possibilità di distinguere la regione di provenienza e/o la specie vegetale da cui è stato ottenuto ciascun olio (ad esempio oliva, arachidi, girasole ...) è stato eseguito un trattamento chemiometrico.

Dai primi risultati la tecnica ha dimostrato un’ottima capacità di discriminazione della specie vegetale di origine, anche se non sembra avere una buona capacità di distinguere l'origine geografica. Inoltre, si è visto che questo metodo potrebbe essere utile per monitorare lo stato di conservazione degli oli, in quanto il profilo di ossidoriduzione è legato allo stato di degradazione.

 

I risultati ottenuti sono stati presentati al XXVI Congresso Nazionale della Società Chimica Italiana, Paestum, 10-14 settembre 2017, a CHIMALI e al XII Italian Food Chemistry Congress Congresso di Chimaica degli Alimenti Camerino, 24-27 settembre 2018.

Ornella Abollinoa, Agnese Giacominob

aDipartimento di Chimica, Università di Torino, via Giuria 5, 10125 Torino

bDipartimento di Scienza e Tecnologia del Farmaco, Università di Torino, via Giuria 9, 10125 Torino   

Per un’adeguata valorizzazione del patrimonio varietale minore, fatto da genotipi in grado di produrre oli di alto valore qualitativo e fortemente tipicizzati, è fondamentale stabilire l’epoca ottimale di raccolta, momento in cui la pianta esprime al meglio le sue caratteristiche organolettiche.

 

La definizione dell’epoca ottimale di raccolta delle olive, ovvero il periodo in cui la composizione dell’olio ottenuto dalla spremitura permette di esaltare i caratteri di tipicità espressi dal genotipo e dall’ambiente di coltivazione, rappresenta un elemento fondamentale per innalzare il livello qualitativo e rendere riconoscibile l’olio estratto.

Che la variabilità climatica incida sui parametri qualitativi di un olio è cosa risaputa. Ma quanto incide? Per saperlo, si sono attivati i laboratori di Tecnologie alimentari dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, che nell’ambito del progetto S.O.S. hanno studiato in particolare gli oli della “Ciciarello”, una cultivar tipicamente da olio, rustica, resistente alla siccità e che non sopporta i lunghi periodi di bassa temperatura.

Patrizia Di Marco, ISPRA - Roma

Nell'ambito del progetto SUSHIN, un gruppo di ricercatori di ISPRA, UniUD e FEM ha presentato i primi risultati sperimentali sui mangimi alternativi per la trota iridea alla Conferenza Aquaculture Europe 2019, che si è svolta a Berlino dal 7 al 10 Ottobre, con un’affluenza di oltre 2.700 partecipanti.

Il contributo scientifico ha riguardato i risultati degli effetti sullo stato fisiologico della trota di nuove diete sperimentali formulate con ingredienti vegetali e combinate con due diversi livelli di inclusione di farina di insetto o da sottoprodotti avicoli.

Product, Price, Place and Promotion sono le cosiddette 4P rese celebri da Jerome McCarthy grazie al suo testo Basic Marketing: “A Managerial Approach”.

A distanza di 60 anni, nonostante le profonde evoluzioni che hanno caratterizzato le teorie di Marketing, le 4P continuano ad essere il pilastro del marketing mix (l’insieme degli strumenti utilizzati dalle imprese per raggiungere il mercato) e la base indiscussa del marketing operativo.

Tra le 4 leve prima citate, il prezzo rappresenta un elemento fondamentale: è l’unica leva del marketing mix in grado di generare direttamente i ricavi dell’impresa ed è anche l’unico elemento del marketing operativo su cui l’imprenditore ha pieno ed immediato controllo. Fissare correttamente il prezzo di un prodotto significa determinare il successo delle strategie di impresa e garantire creazione di valore capace di tradursi in redditi adeguati per i produttori agricoli e per i trasformatori di materia prima (come ad esempio i caseifici).

Ager - Agroalimentare e ricerca,
è un progetto di ricerca agroalimentare promosso e sostenuto da un gruppo di Fondazioni di origine bancaria.

AGER
Presso Fondazione Cariplo
Via Manin n. 23 - Milano
cf 00774480156

Progetto Ager

Valentina Cairo
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Tel +39 02 6239214

Riccardo Loberti
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