Tra le soluzioni più promettenti per un’agricoltura sostenibile, il tè di compost e i consorzi microbici stanno attirando sempre più attenzione per la loro capacità di migliorare la salute delle piante e favorirne lo sviluppo, riducendo il ricorso ai prodotti chimici di sintesi. Ma cosa succede realmente all’interno della pianta per effetto della loro applicazione?
Una serie di risposte arriva dal progetto PLANTìA, che sta esplorando cosa accade nelle piante di vite a livello molecolare in seguito all’applicazione di tè di compost, consorzi microbici o entrambi e sta studiando come la pianta attiva specifici geni in risposta agli stimoli esterni. Questi cambiamenti possono fornire informazioni importanti sui meccanismi di difesa e di adattamento delle piante agli effetti negativi dei cambiamenti climatici.

“Dalle foglie di vite dei nostri campi sperimentali estraiamo l’RNA, la molecola che veicola le informazioni genetiche scritte nel DNA e che rappresenta i geni attivi in un determinato momento, e lo analizziamo con tecniche molecolari sensibili” ci racconta Sihem Fodil, ricercatrice del CNR IPSP di Sesto Fiorentino. “In particolare, studiamo i geni coinvolti nella difesa della pianta in risposta agli stress e nella resistenza ai patogeni”.
Nel video viene illustrato il lavoro svolto finora e che ha portato all’ ottimizzazione della metodologia sperimentale e alla selezione dei geni più rilevanti. I dati sono stati presentati in occasione del convegno organizzato dal progetto PLANTìA nel gennaio scorso ad Avellino. I prossimi passi riguarderanno il completamento delle analisi e l’interpretazione dei risultati.
Comprendere questi meccanismi permetterà di valutare meglio l’efficacia di interventi fitosanitari sostenibili e il loro potenziale nel rendere le colture più sane e resilienti.
Scarica il Graphical abstract (Sihem Fodil)
A cura di Sihem Fodil (CNR IPSP) e Paola Iovieno (CREA-Orticoltura e Florovivaismo), rispettivamente ricercatrice e responsabile comunicazione del progetto PLANTìA



