SEI IN: Trasferimento delle innovazioni, Ricerca
Dal suolo al campo

Il Vinitaly ha aperto le porte al progetto PLANTìA

Pubblicato il:
Al Vinitaly i risultati del progetto PLANTìA: tè di compost, consorzi microbici e inerbimenti funzionali possono migliorare la maturazione delle uve e conseguentemente la qualità del vino. Le degustazioni hanno evidenziato una preferenza per i vini ottenuti nei vigneti gestiti con le tecniche sostenibili sperimentate dal progetto, aprendo nuove prospettive per una viticoltura più innovativa e attenta alla salute del suolo e ai gusti del consumatore.

 

Il Vinitaly è un importante evento che si svolge ogni anno a Verona, dove la filiera vitivinicola globale si incontra per quattro giornate dedicate al business, al networking e alla condivisione di esperienze. Giunta alla sua 58ª edizione, la manifestazione rappresenta un hub cruciale per l’export del vino italiano grazie a 4.000 espositori fra cantine, istituzioni e stakeholder e costituisce una vetrina di primissimo piano anche per la divulgazione dei risultati della ricerca in viticoltura.

Alessandro Mataffo illustra la sua relazione a Vinitaly 2026

Proprio per questo, martedì 14 aprile Boris Basile, docente del Dipartimento di Agraria dell’Università di Napoli Federico II, è stato invitato a presentare gli importanti risultati ottenuti dal gruppo di ricerca del progetto PLANTìA in due anni di sperimentazione su due varietà di vite tipiche dell’Irpinia, quali Greco e Aglianico.

Alessandro Mataffo, assegnista di ricerca del progetto PLANTìA presso l’Università di Napoli Federico II, ha illustrato gli effetti biostimolanti di tè di compost e consorzi microbici sulle due varietà di vite, in particolare ponendo l’attenzione sulla capacità dei formulati a base di tè di compost, associati a nuovi consorzi microbici e agli inerbimenti funzionali, di modulare in senso positivo la maturazione delle uve e dare vita a vini con diverse espressioni.

Davide Gangi durante la degustazione dei vini

Le vinificazioni delle uve di Greco effettuate dal gruppo di ricerca guidato da Angelita Gambuti, docente del Dipartimento di Agraria dell’Università di Napoli Federico II, hanno riscosso un enorme successo. Davide Gangi, CEO e Founder di Vinoway Italia, ha guidato le degustazioni, sottolineando che i vini hanno superato la fase sperimentale e sono già pronti per un’eventuale commercializzazione. Dagli assaggi è stata rilevata una preferenza verso i vigneti nei quali sono stati utilizzati i tè di compost e l’inerbimento funzionale.

I risultati sono stati illustrati al convegno “Cosa c’è di nuovo nel calice? Sostenibilità e tecniche innovative made in Italy” che si è tenuto presso il padiglione del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste. Fra i relatori, figure di primissimo piano come Riccardo Velasco (già Direttore CREA Viticoltura ed Enologia), Mauro Uniformi (Presidente CONAF), Antonio Capone (Consigliere Nazionale CONAF) e Luigi Tarricone (Primo ricercatore CREA Viticoltura ed Enologia).

Nel complesso, i risultati ottenuti da PLANTìA suggeriscono che un miglioramento dello stato di salute del suolo e l’adozione di pratiche sostenibili nella gestione del vigneto possono tradursi in miglioramenti della qualità organolettica del vino, a vantaggio di produttori e consumatori.

Ti è piaciuto il post? Condividi!