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Due mele al giorno…

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“Una mela al giorno leva il medico di torno”. Lo dice, da sempre, un celebre proverbio popolare. Lo dicono da sempre le mamme per convincere i bambini a dare un morso a una succosa mela matura. Una saggezza antica, più che mai confermata dagli importanti risultati della ricerca ottenuti dal Progetto Ager Melo.

Uno studio nutrizionale realizzato dalla Fondazione Edmund Mach di Trento, in collaborazione con l’Istituto di Ricerca cardiovascolare e metabolica dell’Università di Reading (Regno Unito), ha studiato gli effetti del consumo di mele su volontari affetti da moderata ipercolesterolemia. Per due mesi quaranta persone hanno consumato due mele fresche al giorno (varietà Renetta Canada trentina). I primi risultati dimostrano che il consumo di due mele al giorno è in grado di abbassare mediamente del 3% il colesterolo totale nel sangue, compreso quello più “cattivo”, sceso mediamente del 4%. Dopo aver sgranocchiato le Renette il corpo inizia a stare meglio, anche per un aumento significativo di sostanze antiossidanti.

Un altro studio, condotto sempre dalla Fondazione E. Mach con il Centro di ricerca per gli alimenti e la nutrizione di Roma, ha studiato i vantaggi dei polifenoli, sostanze naturali importantissime per la loro positiva azione sulla salute umana. Dodici volontari hanno consumato 250 millilitri di spremuta di mela di elevata qualità, equivalente al consumo di due mele fresche (varietà Pink Lady), oppure una spremuta di mela arricchita in polifenoli, sempre provenienti dalle mele. I ricercatori hanno così scoperto che l’organismo umano è in grado di assorbirli e metabolizzarli, con ricadute positive anche sui tumori, come dicono gli studi condotti dal Centro per la Biologia Integrata (CIBIO) dell’Università di Trento. In particolare, si è visto il positivo effetto delle molecole dei polifenoli della mela su un modello cellulare di carcinoma al colon, molecole in grado di ridurre la formazione di microtessuti tumorali coltivati in vitro.

Al progetto, durato quattro anni e finanziato con 3 milioni di euro dalle Fondazioni di origine bancaria della prima edizione di Ager, ha lavorato una vera e propria task force di ricerca composta: da Università di Bologna, Milano, Padova, Udine e due istituti di ricerca, il CReSO di Cuneo e la Fondazione E. Mach di Trento. Quindi, una mela al giorno toglie il medico di torno. Se sono due, ancora meglio.

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