Nell’ambito del progetto PLANTìA, i ricercatori del CNR-IPSP hanno dimostrato che Pseudomonas chlororaphis produce numerose sostanze in grado di difendere cece e pisello dalle malattie e di migliorare maturazione e qualità dell’uva.
Pseudomonas chlororaphis, un alleato naturale contro malattie e stress ambientali
Nel corso degli ultimi anni, presso i laboratori del CNR-IPSP (Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante), è stato evidenziato che Pseudomonas chlororaphis è in grado di produrre un ampio arsenale di composti chimicamente diversi, attivi nei confronti di patogeni di colture erbacee e arboree.
Il batterio, infatti, è risultato efficace nel proteggere piante di pomodoro dagli attacchi del fungo Fusarium oxysporum e nel prevenire l’infezione da Seiridium cardinale, responsabile del cancro del cipresso (vedi immagini a fondo pagina).
Ulteriori studi, hanno evidenziato anche la capacità di Pseudomonas chlororaphis di ridurre, sempre su pomodoro, i danni da stress idrico.
I risultati delle sperimentazioni di PLANTìA
In considerazione dei risultati ottenuti, il progetto PLANTìA ha voluto approfondire la caratterizzazione e le potenzialità di biocontrollo di alcuni ceppi di Pseudomonas chlororaphis presenti nelle collezioni del CREA Orticoltura e Florovivaismo allo scopo di utilizzarli per la protezione di cece, pisello e vite in condizioni di pieno campo. Dai risultati delle sperimentazioni i ceppi considerati sono risultati in grado di inibire in vitro la crescita di patogeni delle leguminose e che, in particolare, un ceppo denominato MH_897.1b riesce a mitigare l’infezione da Fusarium solani in pisello in prove di serra.

Partendo da questi risultati, i microrganismi studiati sono stati utilizzati per produrre un consorzio denominato 4P, nato dall’associazione di 4 batteri diversi, di cui tre appartenenti alla specie Pseudomonas chlororaphis. Questo consorzio, applicato sulla vite, ha indotto cambiamenti fisiologici in grado di influenzare positivamente la maturazione e la qualità delle uve.
I consorzi testati da PLANTìA, va ricordato, sono formati da associazioni di più batteri benefici, con lo scopo di ridurre l’impatto dei nemici (patogeni microbici, insetti e nematodi) e degli stress ambientali (siccità, alte temperature, salinità dei suoli) sulle colture. L’obiettivo è migliorare lo stato di salute delle piante e proteggere il suolo dai fenomeni di stanchezza e di riduzione della fertilità.
Le caratteristiche che rendono speciale Pseudomonas chlororaphis
Pseudomonas chlororaphis è comunemente presente nel suolo e sulle radici ed è conosciuta per le svariate azioni positive che svolge sulle piante. Tra queste, di particolare interesse sono:
- la produzione di sostanze ad attività antibiotica, capaci cioè di inibire lo sviluppo di altre specie di batteri dannosi alle piante;
- la capacità di assimilare il ferro presente nel suolo (utile per la sopravvivenza dei microrganismi), rendendolo non più disponibile per altri microrganismi dannosi alle piante;
- la produzione di composti volatili (cioè gassosi) in grado di diffondere nel terreno e di stimolare nelle piante una maggiore capacità di resistere all’attacco di patogeni microbici (ad esempio i funghi), insetti e nematodi;
- la capacità delle piante di tollerare gli stress ambientali in modo più efficiente.
Queste attività conferiscono a Pseudomonas chlororaphis un’elevata capacità di sopravvivenza nel suolo e una forte competitività nei confronti di altre specie.


A cura di: Aida Raio, Eliana Dell’Olmo, ricercatrici rispettivamente del CNR-IPSP e del CREA Orticoltura e Florovivaismo e di Paola Iovieno, referente comunicazione del progetto PLANTìA
Fonte immagini Aida Raio



